Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Filumena Marturano e i suoi figli tutt’ egual’

“A vita è tosta e nisciuno ti aiuta, o meglio, ci sta chi t’aiuta, ma ‘na vota sola, per poter dire t’aggio aiutato… poi ti saluta e nun se ne parla più.”

Eduardo De Filippo

Prosegue l’VIII Edizione della Rassegna di Teatro Amatoriale al Teatro Augusteo di Napoli con la compagnia Scacciapensieri, che ha portato in scena lo spettacolo in tre atti Filumena Marturano di Eduardo De Filippo. 

In piedi, quasi sulla soglia della camera da letto, le braccia conserte in atto di sfida, sta Filumena Marturano.

Indossa una candida e lunga camicia da notte, capelli in disordine e ravviati in fretta, piedi nudi nelle pantofole scendiletto. I tratti del volto di questa donna sono tormentati: segno di un passato di lotte e tristezze. Non ha un aspetto grossolano Filumena, ma non può nascondere la sua origine plebea: non lo vorrebbe nemmeno. I suoi gesti sono larghi e aperti, il tono della sua voce è franco e deciso da donna cosciente, ricca di intelligenza istintiva e di forza morale, da donna che conosce le leggi della vita a modo suo e a modo suo le affronta.

Intenso il monologo in cui racconta la sua infanzia, la sua gioventù consumatasi in Vico San Liborio fatta di miseria, nu piatt’ gruosso e non so quante forchette.

Filumena Marturano, una storia di miseria e riscatto

Filumena Marturano, scritta nell’immediato dopoguerra, è l’unica commedia di Eduardo in cui il protagonista non sia un uomo ma una donna. Filumena Marturano è la protagonista, non solo perché la commedia ha il suo nome, non solo perché obiettivamente il suo ruolo è quello fondamentale nello svolgimento della storia, ma anche e soprattutto per la caratura del personaggio che si eleva di una spanna rispetto a quella di Mimì Soriano. Filumena Marturano è una donna complessa, con una vita tormentata e faticosissima alle spalle, capace di tutto pur di raggiungere i suoi obiettivi. Una donna che, costretta dalla miseria e dalla sua famiglia, si dà alla prostituzione, perdendo la sua dignità ma non la sua voglia di riscatto, che la porterà a dare ai suoi figli, quei figli che so’ figlie e so’ tutt’egual, la famiglia che a lei è sempre mancata e che ha cercato in ogni modo e con tutte le sue forze. Filumena Marturano, che non sa piangere, perché si piange solo quando si conosce il bene e non lo si può avere, e lei il bene non lo ha mai conosciuto. Filumena Marturano, che alla fine si abbandonerà a un pianto sommesso, quando è giunto il tempo di fermarsi e non è più tempo di correre.

Prendendo spunto da un fatto di cronaca, Eduardo disegna e costruisce questa figura di donna, la  più cara delle sue creature.

Print Friendly, PDF & Email