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Eroica Fenice

In attesa di giudizio

In attesa di giudizio, un processo al processo

«Che cos’è la verità?» Nessuno rispose a Pilato.

Su questo silenzio e su tutto ciò che ne consegue indaga Roberto Andò nel suo ultimo spettacolo, “È una commedia? È una tragedia?/ In attesa di giudizio”, andato in scena ieri 17 giugno nella storica cornice del Maschio Angioino di Napoli. Dopo la disamina sulla modernità di Cristina Comencini in Tempi Nuovi, il Napoli Teatro Festival propone una piéce fortemente carismatica, che mira ad aprire un dialogo sui significanti e sui significati che l’uomo ha attribuito alla giurisprudenza. E sceglie di farlo a partire dalla rilettura di uno dei più famosi racconti di Thomas Bernhard e de Il mistero del processo, raccolta di saggi di Salvatore Satta. Questo comporta che lo spettacolo – installazione sia diviso in due parti, che si susseguono tra loro senza che, però, il fil rouge venga divelto. Anzi, la sensazione che si ha è quella di una naturale continuità tra i due atti che trovano nell’inseguirsi di riflessioni del giurista (Fausto Russo Alesi) un forte punto di raccordo. La sua analisi parte da due assunti fondamentali: il mondo intero è un’unica giurisprudenza e una galera, il processo non ha alcuno scopo. Di quest’ultimo, infatti, “(…) non si dica, per carità, che ha come scopo l’attuazione della legge, o la difesa del diritto soggettivo, o la punizione del reo, e nemmeno la giustizia o la ricerca della verità: se ciò fosse vero sarebbe assolutamente incomprensibile la sentenza ingiusta, e la stessa forza del giudicato, che copre, assai più che la terra, gli errori dei giudici”.

In attesa di giudizio e il presepe rovesciato

Uno degli elementi più interessanti dello spettacolo è senza dubbio la scenografia di Antonio Esposito e Alfonso Raiola. Essa si presenta come una enorme istallazione in cui scene di delitti, colte nel momento che precede il misfatto, sono disposte sotto lo sguardo impietoso di giudici e affiancate ad importanti personaggi storici, come Socrate o Voltarie. In questo presepe rovesciato, manifesto dell’efferatezza insita nell’animo umano, si muove l’ingranaggio drammaturgico che, nella sua complessità, regala numerosi spunti di riflessione. Uno di questi è il rapporto tra ferino e umano, esemplificata dalla danza del gorilla sotto le note di Gaber – che vedeva la giustizia come una macchina infernale – e lo scontro dialettico tra Gesù e Pilato che, come detto pocanzi, riassume l’incapacità delle società umane di trovare un corrispettivo legislativo al concetto di verità.

In attesa… dello spettacolo!

L’inaspettata pioggia ha ritardato notevolmente – circa di un’ora e un quarto – l’inizio dello spettacolo e causato un forte malumore tra un gruppo di spettatori che, data l’inefficace e a tratti contraddittoria comunicazione, ha lasciato prematuramente il Maschio Angioino. Un vero peccato, dato ciò che poi In attesa di giudizio”, nel suo realistico ma cinico ritratto della condizione umana, avrebbe regalato ai presenti.


È UNA COMMEDIA? È UNA TRAGEDIA?
di Thomas Bernhard

con Fausto Russo Alesi, Giovanni Esposito
vocalist Simona Severini
e con (in o.a.) Margherita Romeo, Giuseppe Russo
regia Roberto Andò

IN ATTESA DI GIUDIZIO
di Roberto Andò
da Il mistero del processo di Salvatore Satta (edizione Adelphi)

Maschio Angioino
18 e 19 giugno
ore 21
durata 1h e 20min