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Eroica Fenice

Danza al Piccolo Bellini: Riot – Lupi della Companhia de dança Almada

Il 27 novembre il Piccolo Bellini inaugura la sua terza stagione di danza con Dance Show Case, un prologo che dal 27 al 29 novembre proporrà due spettacoli al giorno.

Tredici serate per un cartellone che ospita venti coreografie a cura di giovani artisti italiani e stranieri, con un’attenzione particolare verso le nuove compagnie partenopee. Filo conduttore degli spettacoli è il legame imprescindibile che lega il teatro al linguaggio del corpo, tenuti insieme dall’interazione tra generi poetici diversi: video, pittura e musica, che fanno della danza un’esperienza totalizzante, adatta ad esprimere in maniera completa i nuovi linguaggi della contemporaneità.

Riot: una danza poetica e al tempo stesso violenta

La rassegna dedicata alla danza comincia dunque con Riot, una produzione portoghese della Companhia de dança Almada, con Bruno Duarte, Joana Puntuel e Luis Malaquias, la cui coreografia è a cura di Bruno Duarte. Riot mette in scena il caos generato dalla nascita di una nuova vita, che implica necessariamente la distruzione di una condizione originaria: un rifugio dal materiale traslucido lascia intravedere al suo interno forme di vita che con movimenti sinuosi si apprestano ad uscire dalla loro placenta; una protezione, un universo che è destinato ad essere squarciato, contro il volere di chi vi è rifugiato e che si appresta a una ribellione. La poetica di Riot è ispirata dalle parole di Herman Hesse: “L’uccello lotta per uscire fuori dal suo guscio; l’uovo rappresenta il mondo; chi vuole rinascere deve distruggere il vecchio mondo precedente“.

Lupi: l’intensa tensione tra un istinto primordiale e la ragione

La serata prosegue con Lupi, con Giuseppe Brancaccio e Antonio Nicastro, regia e coreografia di Emma Cianchi, produzione di IF0021, Artgarage. Un cerchio di terra delimita il confine della razionalità umana, costantemente condizionata dalla moralità e dalla tradizione, che lascia fuori il richiamo agli istinti primordiali che lo accomuna agli animali. La difesa del territorio all’interno di quel cerchio costituisce un richiamo all’umano istinto di proteggere invano se stesso dalle ingerenze esterne, che tentano di penetrare nei suoi confini e successivamente nella sua psiche. La coreografia è emblema della lotta dicotomica tra i due aspetti ambivalenti della natura umana, quella razionale e quella riconducibile agli istinti che rendono l’uomo uguale all’animale.

La danza al Piccolo Bellini prosegue nelle prossime serate: il 28 novembre con The duet – Emoticon e Tres, infine il 29 novembre con Elettroshock e Finding Home. Successivamente la rassegna dedicata alla danza riprenderà il 29 gennaio 2016 portando sul palco Re-Garde e Confini Disumani.

Per maggiori informazioni: http://www.teatrobellini.it/spettacoli#danza

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