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Eroica Fenice

Il SalinaDocFest, un’eccellenza italiana

Il SalinaDocFest è il festival del documentario narrativo che, ogni anno, si svolge intorno alla fine del mese di Settembre a Salina, una delle isole Eolie. Il festival, giunto ormai alla sua ottava edizione, è organizzato da Giovanna Taviani, figlia di uno dei grandi fratelli del cinema italiano, Vittorio e Paolo Taviani. Il festival focalizza la sua attenzione sul genere cinematografico del documentario narrativo che la Taviani, direttrice del festival, ha rilanciato proprio con questa iniziativa. Quando la Rai e le grandi distribuzioni italiane ignoravano questo genere perché non era considerato un prodotto abbastanza vendibile nelle sale e non adatto particolarmente al grande pubblico, Giovanna Taviani ci aveva visto giusto e aveva investito su di esso. Ha dimostrato infatti che anche il documentario, che mette insieme realtà e finzione con stile e linguaggio inediti, può raccontare storie partendo dalla realtà e, dunque, può essere considerato cinema a tutti gli effetti, non un suo sottogenere.

Presentata il 4 Settembre scorso al Festival del Cinema di Venezia, l’VIII edizione del SalinaDocFest porterà nell’isola di Salina artisti come Golshifteh Farahani, Nahal Tajadod, Moni Ovadia, Wilma Labate, Edoardo Winspeare, Maria Pia Calzone, Stefano Sollima e Irene Grandi. Il tema di quest’anno è “Donne e Mediterraneo”. Le donne da un lato protagoniste di una tensione positiva finalizzata al riscatto, dall’altro spesso sono ancora oggi vittime di soprusi e ingiustizie. Anche il Mediterraneo può essere immaginato come una figura di donna che spesso accoglie nel suo grembo le popolazioni che tentano la fortuna per raggiungere l’Italia. Ecco che migrazione e integrazione, comunità e crisi, politica e etica divengono i temi fondamentali attorno a cui ruotano i documentari in concorso quest’anno. Questi i titoli: The Show MAS Go On di Rä Di Martino (Italia, 30′), La malattia del desiderio di Claudia Brignone (Italia, 57′), Quello che resta di Antonio Martino (Italia, 50′), Sul vulcano di Gianfranco Pannone (Italia, 80′), Io sto con la sposa di Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande, Khaled Soliman Al Nassiry (Italia/Palestina 92’), Io voglio le ali bianche di Chiara Zilli (Italia, 51′), Il Dio delle Zecche. Storia di Danilo Dolci di Leandro Picarella e Giovanni Rosa (Italia 60′), Va’ Pensiero di Dagmawi Yimer (Italia, 56′), La beaute c’est ta tete di ZimmerFrei (Italia/Francia, 60′).

La Taviani, ostinata, circondandosi di uno staff dalla grande professionalità (si pensi alla collaborazione che intrattiene con Mazzino Montinari e Antonio Pezzuto), ha costruito in questi anni una vera e propria perla che si distingue per la sua originalità nel panorama dei festival che ormai dilagano nel nostro Paese. Un festival che è riuscito a ritagliarsi un proprio spazio perché ha ospitato il meglio del documentario nazionale e internazionale. Eppure quest’anno il SalinaDocFest non riceverà nessun finanziamento, neppure dalla Film Commission Sicilia. Così la Taviani lancia un appello sulla sorte del SalinaDocFest: «Il SalinaDocFest – pur avendo conquistato in soli 8 anni un posto di primo piano nel mondo del cinema del reale, ed una visibilità nazionale e internazionale straordinaria – nel 2014 è stato escluso da qualsiasi forma di finanziamento regionale. Una decisione che taglia le gambe ad un festival profondamente radicato nel territorio, capace di ottenere grandi risultati con un budget irrisorio, che non ha mai superato i 150 mila Euro (fra pubblico e privato), a fronte di rassegne e manifestazioni enogastronomiche che ricevono ogni anno fino a cinque volte tanto. A questo punto sono costretta a dimettermi e a chiudere l’esperienza per emigrare altrove».

Un festival di rilevanza internazionale che rischia la chiusura. Com’è possibile tutto questo? In Italia non si investe sulla cultura perché si è convinti che con essa non si mangi; in realtà la cultura riveste un ruolo fondamentale: alimenta le menti, i sogni, le passioni. Insomma, aiuta a vivere. Supportando il SalinaDocFest, supportiamo noi stessi e ciò in cui crediamo. Anche Roberto Saviano, che è stato ospite di una precedente edizione del festival, da New York ha lanciato il suo appello a favore del SalinaDocFest perché «in un’Italia a pezzi, in cui manca tutto, solo la cultura può davvero salvarci».

Dal 23 al 27 Settembre partecipiamo anche noi al SalinaDocFest e salviamo un pezzo di Italia.

Il SalinaDocFest, un’eccellenza italiana