Seguici e condividi:

Eroica Fenice

sarah kane

Sarah Kane in scena alla Galleria Toledo

Io sono Sarah Kane.
Io non sono niente ed in questo niente c’è il mio tutto.

Si uscirà dal teatro con la sensazione di aver lasciato in sala una parte di te, o meglio, una delle tanti parti che compongono il tuo essere. C’è qualcosa di non detto che resta in sospeso lasciando il pubblico nelle domande. Non una ma dieci, cento, mille domande.
“Io sono Sarah Kane” è lo spettacolo messo in scena presso la Galleria Toledo dal 5 all’8 febbraio per la regia di Paolo Scheriani. Ha debuttato lo scorso anno al Teatro Out Off di Milano in coproduzione con la compagnia scheriANIMAndelli ed è stato presentato al Fringe Festival di Edimburgo nel mese di Agosto 2014.

Sarah Kane, per chi non la conoscesse, è stata una delle figure più contorte ed impegnative del teatro britannico contemporaneo. Duramente e negativamente criticata per le sue opere iniziali e rivalutata solo dopo l’uscita del suo quarto lavoro teatrale, Crave, con uno pseudonimo, Marie Kelvedon dove appunto l’opera è stata svincolata dal nome della drammaturga ed ha potuto essere così “giudicata” nella sua più profonda essenza.

Allucinante e allucinata la rappresentazione di Io sono Sarah Kane, depressa e morta suicida all’età di 28, interpretata in modo eccellente dall’attrice Nicoletta Mandelli, lascia poco spazio al pensiero razionale. In primo piano c’è Lei, con i suoi pensieri, il suo cervello incessantemente in moto, il suo corpo che sembra essere quasi solo un involucro, una capside che cerca di proteggere quel folle e lucido giunco, debole e continuamente minato dalla sua stessa psicosi. Al centro della scena la sua voce ma soprattutto la sua bocca. Una bocca che non riesce a tacere. Una bocca che non potrebbe essere zittita nemmeno se si riempisse con gli oggetti più impensabili. Una bocca, quella di Sarah Kane, che può cessare di parlare solo con la morte. Anche se, la sua voce continuerà a dire, anche dopo.

Pensa la sua testa in un monologo vorticoso e allo stesso tempo spezzato. Parla con voce suadente, urla, sussurra, inveisce, argomenta, svela e rivela. Tace. L’unico filo conduttore è la vita di Sarah Kane anche se è presa semplicemente a prestito.

Paolo Scheriani, autore e regista, del lavoro teatrale, ha utilizzato con efficacia l’alternanza tra rappresentazione e video (grazie alla collaborazione di Luca Lisci per la regia video) immergendo così la scene in un teatro-non teatro. Sarah Kane, infatti, rivolgendosi al pubblico, squarcia il velo della finzione accogliendo la realtà sul palco: “Vi chiedo di alzarvi dalle vostre poltrone e passo passo entrare nella mia vita. Vi prego di fare quello che ho provato a fare io fino all’ultimo istante della mia ultima vita; cercare di vedere la realtà da un altro punto di vista. Entrarci dentro finanche a stuprarla per vedere l’invisibile, l’invedibile. La realtà, quella che tutti credono reale è solo una parte infinitesimale del vero. Alzatevi ve ne prego…”.

Sara-Nicoletta abbandona il teatro e lascia sul palco il pubblico invitato. Lascia la finzione? Lascia la realtà?

Non lo sapremo mai.

Lo spettacolo è finito.

Le luci in sala si riaccendono.

Jundra Elce

-Sarah Kane in scena alla Galleria Toledo-

Print Friendly, PDF & Email