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Eroica Fenice

Scandalo

Scandalo al Mercadante

Dal 24 al 29 gennaio il Teatro Mercadante di Napoli porta in scena Scandalo, opera inedita del romanziere e drammaturgo austriaco Arthur Schnitzler, con la regia di Franco Però.
Nella Vienna di fine Ottocento, il tranquillo salotto borghese dei Losatti viene sconvolto da un vero e proprio scandalo, che rapidamente coinvolgerà tutti i membri della famiglia e arriverà a minare le certezze ed i fondamenti di una serena esistenza borghese: un figlio illegittimo.

Scandalo, ipocrisia sociale e modernità

Figli illegittimi nella storia ce ne sono sempre stati, ma quella che Scandalo propone è una storia diversa, inusuale, del tutto atipica. Hugo (Filippo Borghi), dottore in giurisprudenza e giovane rampollo della famiglia alto-borghese dei Losatti, in punto di morte, avvenuta in seguito ad un incidente a cavallo, confessa ai genitori un segreto: una storia d’amore con una giovane del popolo, Toni (Astrid Meloni), che gli ha donato un figlio di cinque anni.
Ultimo desiderio, rivederli. Ultima richiesta ai genitori, prima di spirare, quella di occuparsi di Toni e del piccolo Franz e prenderli a vivere con sé, come se questi fossero stati la legittima vedova di Hugo e suo figlio.
Vero scandalo, in una famiglia borghese, l’accettazione dell’esistenza di un’amante e di un figlio illegittimo e, ancor di più, la convivenza con questi. Ma forse lo è maggiormente la scoperta di una vita parallela del proprio figlio, una vita costruita fuori dagli schemi sociali che rigidamente ne hanno guidato l’esistenza fin da piccolo e che ne avrebbero combinato le nozze con una donna del suo ceto.
Toni non è un’arrivista, nella relazione con Hugo non vedeva ascesa sociale, la viveva come qualsiasi ragazza spensierata vive il proprio amore, e con la sua mite dolcezza riuscirà a far breccia nel cuore delle donne della famiglia, in particolar modo della cognata Franziska (Lara Komar), fidanzata, suo malgrado, con l’austero dottor Schmidt (Adriano Braidotti), e della zia Emma (Stefania Rocca). Arriverà a ritagliarsi la sua parte in un mondo a lei completamente estraneo, ma nel quale vuole restare, perché è il mondo che ha dato i natali al suo Hugo. Un Hugo tutto suo, compagno e padre premuroso, lontano dalle ipocrisie che attanagliano la famiglia borghese. Un uomo, nonostante tutto, deciso a prendersi cura della famiglia che si è creato, fin dopo la morte.
La ritrovata serenità di Toni e suo figlio verrà nuovamente turbata, e questa volta la donna si troverà contro gli uomini della famiglia, in primis il suocero Adolf Losatti (Franco Castellano) ed il dottor Schmidt che, di fronte allo scandalo che ormai si sta propagando a macchia d’olio, non riescono più a reggere la pressione sociale.
Il peccato va allontanato, affinché non contamini la purezza e la moralità di una famiglia rispettabile. D’altronde, si sa, certi sbagli si son sempre fatti in gioventù, nota Adolf, ma la maturità sta nel saper porvi rimedio e fine laddove ci si spinge troppo oltre. La tradizione non va sfidata.

Scandalo ci regala un realistico spaccato sociale della capitale mitteleuropea a inizio Novecento, con tutte le sue contraddizioni. L’ipocrisia sociale è un sentimento che la regia indaga con ironia, ma anche con durezza, complici le interpretazioni magistrali di Stefania Rocca e Franco Castellano: la prima incarna l’irrisione delle norme e la modernità, il secondo la tradizione e l’onore alto-borghese. Due voci dissimili che nascono, tuttavia, nello stesso mondo, e che mostrano due diversi modi di approcciarsi al medesimo problema: per la zia Emma, prima confidente di Hugo, Toni è, semplicemente, la donna che Hugo ha amato in vita e che gli ha dato un figlio. Poco importa non sia sua moglie, poco importano le sue umili origini. Per Adolf, Toni non è che una giovinetta che ha ammaliato ed incastrato suo figlio, il figlio per il quale lui e sua moglie avevano già disegnato altro futuro.
Ma può un sentimento puro come l’amore esser considerato peccato, può determinare la rovina di una famiglia?
Talvolta forse può, quando questo amore diventa Scandalo.

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