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Eroica Fenice

Signori in Carrozza un viaggio tra musica e comicità evi

Signori in Carrozza! un viaggio tra musica e comicità

Signori in Carrozza! Da Londra a Bombay con la “Valigia delle Indie”, di Andrej Longo, è lo spettacolo che ha debuttato ieri al Teatro Diana, per la regia di Paolo Sassanelli, e vede come protagonisti principali Giovanni Esposito ed Ernesto Lama, affiancati da Gaia Bassi, Marit Nissen, Ivano Schiavi, Sergio Del Prete e dallo stesso Paolo Sassanelli (conosciuto al grande pubblico per la sua interpretazione di Oscar in “Un medico in famiglia”), che ha ritagliato per sé una piccola parte, collocandosi come chitarrista nel gruppo di musicisti/attori.

Poco prima dell’inizio dello spettacolo, nel foyer del teatro, fanno il loro ingresso i musicisti del gruppo Musica da Ripostiglio (elaborazioni musicali a cura di Salvatore Cardone, con Rubén Chiavano, Luca Giacomelli, Emanuele Pellegrini, Luca Pirozzi, Raffaele Tonielli),  già noti per la partecipazione teatrale in “Un servo per due” con Pierfrancesco Favino. Un piacevole entrée musicale dal sapore gitano, che ricorda molto la ritmica e lo stile di Goran Bregovic e dell’orchestra “Wedding and Funeral”, e che immette da subito nell’atmosfera dello spettacolo ambientato nel secondo dopoguerra, in un’epoca in cui ci si è appena rialzati e si spera nel futuro, un’epoca in cui gli artisti stentano a trovare una collocazione, case e teatri sono stati distrutti dai bombardamenti, libertà e democrazia sono state calpestate e si fa fatica a sognare di nuovo.

Artisti in gara per salire sul treno “Valigia delle Indie”

Si presenta, però, un’occasione imperdibile: il ripristino della linea ferroviaria denominata “Valigia delle Indie” (India Mail), un treno che collega Londra a Bombay e sul quale è previsto che i passeggeri vengano allietati da spettacoli di varietà. La notizia giunge all’orecchio di un gruppo di musicisti grossetani e di una cantante-attrice (Gaia Bassi), che si recano al semidistrutto Teatro Verdi di Brindisi, in cerca del responsabile Vincenzo Rizzo (Giovanni Esposito), il quale sta effettuando delle audizioni per scegliere chi lo accompagnerà sul treno che si imbarcherà, proprio da Brindisi, per l’India. I musicisti non sono gli unici a sognare di ottenere l’ingaggio e diventare passeggeri della “Valigia delle Indie”, dopo poco, infatti, si fa avanti la compagnia di attori napoletani diretta da Sasà Esposito, interpretato da un istrionico Ernesto Lama. Nasce, così, tra le due compagini, una rivalità quasi da talent show, che sfocia in una lotta a colpi di esibizioni in musica nelle quali spicca la cantante Gaia Bassi, che regala al pubblico performance coinvolgenti, come quella sulle note di “Amado mio”. Quest’ultima suscita le invidie del personaggio macchiettistico della compagnia teatrale partenopea (Ivano Schiavi), vagamente effemminato, che mal sopporta la sua antagonista sulla scena, contrattaccando con un’esibizione esilarante nelle vesti di ballerina di flamenco, per mettere in chiaro che è lui la “prima donna”. Tra citazioni dalla sceneggiata napoletana e giochi di parole alla Totò e Peppino la comicità la fa da padrona, grazie soprattutto ai siparietti offerti da Ernesto Lama e da un Giovanni Esposito senza freni, quasi sopra le righe da principio, che diletta lo spettatore con imitazioni, improvvisazioni e battute fuori registro. Il pubblico ride di gusto ed applaude dall’inzio alla fine.

Signori in Carrozza! un omaggio al mondo dell’arte

Superate le ostilità, quando finalmente le due compagnie hanno raggiunto un punto d’incontro, si trovano ad affrontare una presenza inquietante che aleggia nel teatro: è il fantasma di Pasquale Cotugno, attore fallito e suicida che lascia in eredità agli artisti un baule pieno di vestiti di scena e  fondali legati a quel palcoscenico, nella speranza che li usino e riportino in vita quel teatro abbandonato. Dietro la maschera e il mantello, in realtà, si nasconde colui che tira le fila, Vincenzo Rizzo, che con la scusa delle audizioni per il “Viaggio delle Indie” ha portato avanti il tentativo disperato di impedire la chiusura del Teatro Verdi di Brindisi: “L’ho fatto per salvare il teatro“. Ed è a questo punto che Giovanni Esposito, narratore e tramite tra la scena ed il pubblico, dismette i panni del comico, interpretando un monologo molto sentito sull’amore per il teatro, “il teatro è come un treno che ci fa viaggiare con la mente, vedere nuovi mondi“. Il treno non è altro che una metafora della funzione del teatro, ormai ridotto a spettro di se stesso, che ha perso la sua vitalità, ed i passeggeri siamo noi seduti in sala così come lo sono gli artisti, come sottolinea la canzone:“gli artisti, poveri cristi, che non hanno un soldo in tasca ma regalano sogni da ballare”. Lo spettacolo si conclude con la proiezione  di immagini in bianco e nero di grandi artisti del passato, attori, cantanti, un vero omaggio al mondo dell’arte che è insieme sogno e speranza di rinascita per ogni civiltà, ieri come oggi.

Lo spettacolo Signori in Carrozza! andrà in scena tutte le sere alle 21.00 fino a domenica 1 Maggio, per informazioni consultare il sito www.teatrodiana.it