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Eroica Fenice

Sogno di una notte di mezza estate al San Ferdinando

Il teatro San Ferdinando porta in scena, dal 10 al 21 febbraio, “Sogno di una notte di mezza estate”, una delle più famose opere shakespeariane, curata da Ruggero Cappuccio. Claudio Di Palma dirige due volti noti del teatro italiano, Lello Arena, nei panni di Oberon, e Isa Danieli, ovvero Titania.

Libera rivisitazione di Sogno di una notte di mezza estate, un classico del teatro internazionale

Le riscritture di testi teatrali che portano la firma di onorevoli drammaturghi come il bardo William Shakespeare, si sa, sono spesso scelte azzardate, completamente in balia della creatività di chi decide di avventurarsi in questa impresa; agli esordi dello spettacolo il pubblico dunque non sa ancora cosa aspettarsi da questa contemporanea mise-en-scène di Sogno di una notte di mezza estate: un racconto idealmente ambientato fra le strade di Napoli, una dinamica diatriba “napoletanizzata” in chiave anglosassone, in cui le atmosfere oniriche tipiche di Shakespeare e la comicità serrata che diletta il pubblico, si fondono in maniera tale da realizzare perfettamente quella rielaborazione che nella sua innovatività non tradisce le sue origini.

Elemento di novità perciò risulta essere l’innesto del lessico anglosassone nella lingua napoletana, in uno scambio incalzante di battute tra Oberon e Titania, i cui personaggi sono supportati dall’interpretazione di validissimi attori (Fabrizio Vona nei panni del folletto Puck, oltre a Renato De Simone, Enzo Mirone, Rossella Pugliese, Antonella Romano) nelle vesti di marionette ed elfi che, mossi dai deliri onirici dei due protagonisti, prendono vita per divenire musicisti e attori, in procinto di rappresentare Sogno di una notte di mezza estate. La vicenda, ambientata in un antico palazzo napoletano, funge così da cornice delle vicende amorose di Ermia, Lisandro, Demetrio ed Elena, interpretati dalle marionette curate da Selvaggia Filippini, che prendono vita nei sogni del re degli elfi Oberon e della regina delle fate Titania. I deliri dei due attori che, sospesi tra sonno e veglia, diventano i demiurghi dei loro stessi sogni, dando vita ai loro deliri onirici, diventano a loro volta, al termine della vicenda, parte di un sogno, parte di un disegno più grande nel quale essi stessi sono burattini, confermando così la lezione di Shakespeare: “Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni”.

Un armonico contrasto tra le interpretazioni e gli elementi scenici e musicali

A supportare l’interpretazione di Lello Arena e Isa Danieli e a rendere Sogno di una notte di mezza estate uno spettacolo di alta fattura, concorrono l’accuratezza dei costumi (Annamaria Morelli), l’originalità della scenografia (Luigi Ferrigno) e delle brevi ma incantevoli musiche (Massimiliano Sacchi). La giustapposizione tra i sublimi elementi scenici e musicali, che danno vita ad un’atmosfera surreale, e le interpretazioni rapide e concise di Lello Arena e Isa Danieli rendono la pièce uno straniante, ma tutto sommato convincente, compromesso tra poeticità e scurrilità, tra la leggerezza della poetica shakespeariana e quella del teatro napoletano.