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Eroica Fenice

Neil LaBute

Some Girl(s), Neil LaBute al Piccolo Bellini

Quattro stanze. Quattro porte. Quattro universi. Guy è in procinto di sposarsi ma, prima di fare il grande passo, decide di tuffarsi nel passato e, attraverso il faccia a faccia con i grandi amori della sua vita, prendere consapevolezza di sé, dei suoi errori e diventare, forse, una persona migliore. Questa è, in breve, la trama di Some girl(s), spettacolo in scena al teatro Piccolo Bellini fino al 24 gennaio. L’azione si svolge all’interno di quattro camere di hotel in cui i pochi elementi presenti sul palco vengono via via disposti così da non avere mai ambienti uguali. A fare da sfondo a questo incastro di tasselli c’è uno telo bianco su cui vengono proiettati colori differenti, in pendant con gli abiti delle ragazze, cromaticamente affini con i momenti narrativi proposti. Verde, la speranza e la giovinezza tradita. Rosso, il fuoco della passione e dell’eros. Blue, usato nelle ultime due camere, la (non) presa di coscienza dell’età adulta. Questi colori calzano, inoltre, a pennello con il carattere delle ex del protagonista che vogliono rappresentare, senza particolari banalizzazioni, alcuni dei microcosmi femminili che la società ha cristallizzato. Lindsay (Roberta Spagnuolo) è, ad esempio, la donna di mezz’età, la professoressa che ha trovato nel suo alunno la giovinezza troppo in fretta scivolata via, mentre Tyler (Bianca Nappi), la mangiatrice di uomini dal forte estro artistico e dalla sigaretta sempre accesa. In tutte le storie ci sono vari elementi che si ripetono con serialità tra cui, il più importante, è che esse hanno avuto fine in seguito ad una fuga dell’uomo verso nuove avventure. Guy (Gabriele Russo) è l’archetipo del moderno Narciso che, privato del suo specchio, ama riflettersi nelle certezze che l’avere qualcuno a fianco comporta. L’aspirazione professionale insita nel suo cinico egocentrismo e l’appagamento spasmodico dell’io comportano, tuttavia, un’insoddisfazione cronica nei rapporti e, inevitabilmente, alla scelta di interromperli bruscamente.

Some girl(s) e some Guy di Neil LaBute

Il gioco di parole insito nel titolo rende perfettamente l’idea della concezione che il protagonista ha della donna. Some al singolare indica qualcosa di conosciuto ma dalla natura non ben identificata. Al plurale, invece, una quantità non definita. Completamente estraneo al sentire femminile, Guy rivela, scena dopo scena la sua vera identità al pubblico. E quello che sembrava essere, per premessa e forma, una viaggio alla Ebenezer Scrooge di A Christmas Carol, finisce col diventare un trionfo di nichilismo emotivo subordinato, ancora una volta, alla celebrità.

Personaggi interpretati con carisma e personalità, un testo originale e ben scritto, e una scenografia minimale ma decisamente efficace e funzionale, fanno di Some Girl(s) uno spettacolo piacevolmente riflessivo, coinvolgente, intrigante ma, soprattutto, tristemente realistico nelle sue mille sfumature.

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Some Girl(s)

di
Neil LaBute

con
Gabriele Russo
Laura Graziosi
Bianca Nappi
Roberta Spagnuolo

Martina Galletta

scene Luigi Ferrigno
costumi Annapaola Brancia D’Arpricena

regia, luci e colonna sonora Marcello Cotugno

aiuto regia Beatrice Tomassetti
assistente alla regia Marianna Botrugno

assistente scenografo Fabio Santucci

produzione Fondazione Teatro di Napoli

Teatro Bellini
Some Girl(s)
Dal 20 al 24 gennaio

Prezzi:
intero 15 € – Ridotto (under 29, over 65, titolari card Politeatro, titolari di abbonamento del Teatro Bellini, cral, convenzioni) 10 € – Ridotto titolari card Politeatro under 30 6 €

Orari: mercoledì, giovedì, venerdì, sabato h. 21:15 – Domenica h. 18:30

Durata: 1h e 30 min. senza intervallo