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Eroica Fenice

stasera c'è spettacolo?

Stasera c’è spettacolo? To play!

Stasera c’è spettacolo? Sì, no, forse… Quindi? To play!

Il Napoli Teatro Festival nella leggera e fresca atmosfera dei giardini di Villa Pignatelli non poteva che far sue tutte le accezioni del verbo To play, che in inglese significa, infatti: riprodurre, interpretare, recitare, ma soprattutto, giocare. E un invito al gioco e all’improvvisazione è proprio ciò che è alla base del format teatrale ideato e curato da Emma Campili e Donatella Furino.

Dal 16 al 19 giugno, dal 24 al 26 giugno e dal 1 al 3 luglio alle ore 19 nella neoclassica villa della Riviera di Chiaia prenderà vita, o ha già cercato di prenderla, uno spettacolo che, in realtà, è un non spettacolo. Il progetto di sharingtheatre in progress stravolge ogni filo logico e cronologico della drammaturgia classica e prevede la messa in scena di una forma di rappresentazione condivisa e ogni sera diversa dove –  che si parta da Shakespeare o Beckett, Scarpetta o De Filippo – il testo diventa solo un pretesto per una riflessione più profonda sull’essere (e il non essere) del teatro.

Ieri, domenica 26 giugno, un impeccabile Claudio Boschi ha dato voce e corpo all’emblematico Amleto, «personaggio che contiene dentro di sé – come sottolinea a fine pièce Donatella Furino –  tutto il teatro: la frattura tra l’agire e il pensare, tra l’essere e l’umano», ma è solo uno dei dieci capitoli previsti per le dieci serate. Senza abbandonare linguaggi e suggestioni classiche, il progetto delle due registe segue le nuove regole spazio\temporali di youtube, si avvale cioè di attori in video e dal vivo e, mescolandosi con le forme dei reality, dei workshop, dei talk-show, sperimenta, così, una fruizione del tutto nuova della scena teatrale.

I microspettacoli partono da più di trenta testi (Con o senza musica regista? / Eduardo Suite/ Narrami o ‘900/ Tradimenti di nome di fatto e di modi/ il pensiero e ritmo e tanti altri), ma sono di fatto opere destinate a non essere mai finite e, pertanto, ignote allo stesso cast.

Stefano Ariota, Fabio Brescia, Giovanna Cappuccio, Daniela Cenciotti, Antonio Ciotola, Erri De Luca, Dario De Natale, Piera degli Esposti, Fabiana Fazio, Nino Orfeo, Betti Pedrazzi sono solo alcuni dei moltissimi attori che fanno parte della compagnia non stabile e in continuo aumento. E non solo provengono da scuole e formazioni diverse, ma devono anche condividere il palco, attraverso un meccanismo chiamato sharingshow, con il pubblico. Ogni sera, infatti, dopo l’intervallo, previa iscrizione tramite un modulo on-line, chi vorrà potrà far parte dello spettacolo e mostrare il suo modo di interpretare questo o quel personaggio.

In “Stasera c’è spettacolo?” il pubblico da spettatore diventa attore, dunque, ma anche regista

Si tratta di opere non finite perché, in Stasera c’è spettacolo?, sono i capocomici a diventare i conduttori, ma è alla platea che spetta il compito di scegliere come far muovere i caratteri. La volete costruita? La volete in sequenza? Più gioco di sguardi? Più serietà?  Ogni scena si può fare e rifare, svelando tutti i meccanismi che ci sono dietro l’atto “creativo” e dietro il mestiere dell’attore, a partire dall’avvio in medias res dove, tra sarte e prime attrici, si è catapultati nella febbricitante atmosfera che precede ogni rappresentazione.

Più che l’applauso, l’obiettivo sembra stupire e confondere chi, seduto comodamente nelle comode poltrone di paglia del giardino, osserva gli attori muoversi come biglie impazzite sulla scena e oltre. Dopo un’ora e 10 di (non)spettacolo, è inevitabile restare un po’ interdetti e, assicura la stessa Emma Campilli, inevitabile è anche quella manciata di secondi di sbigottimento che porta la mente a domandarsi se Stasera c’è stato spettacolo?, ma le mani ad applaudire, prima ancora di essere capaci di darsi una risposta.  Del resto, il teatro è corpo, non mente, così come l’arte che, spesso, non deve essere interpretata e capita, ma semplicemente sentita.

Da quando, il 9 maggio del 1921, al Teatro Valle di Roma, Pirandello metteva in scena Sei personaggi in cerca di autore (prima opera della trilogia del teatro nel teatroe la rappresentazione fu contestata al grido di «Manicomio! Manicomio!», molti sono i passi in avanti fatti e altrettanti i tentativi di svelare il passaggio dalla persona al personaggio, dall’avere forma all’essere forma.

Ma in “Stasera c’è spettacolo? To play!” si va oltre

Non siamo di fronte ad uno spettacolo perfetto, nel senso classico di “completo”, ma ad un’opera d’arte che come i Non finiti di Michelangelo pare restituire l’idea stessa di precarietà, crisi ed evoluzione di un processo creativo che, in quanto umano, è incompiuto e frammentario.

In una società liquida come la nostra appaiono impossibili i “caratteri fissi”, appare impossibile persino la scrittura e, allora, non siamo più di fronte ai “sei personaggi in cerca di autore”, ma alle mille passioni in cerca di spettatore.

E allora Stasera c’è spettacolo? To play! Il Napoli Teatro Festival continua e dal 1 al 3 luglio alle ore 19.00, sempre a Villa Pignatelli, possiamo assistere, giocare e provare a dare una risposta.

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