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Eroica Fenice

Teatro Il Primo, inaugurata una nuova stagione teatrale

Teatro Il Primo, inaugurata una nuova stagione teatrale

Teatro Il Primo. Una stagione teatrale arricchita da tre percorsi che si intersecano: La paura mangia l’anima, Ad est del mondo e Napoli underground

Per me cultura significa creazione di vita. La frase è di Cesare Zavattini, tra i maggiori cineasti neorealisti, sceneggiatore tra gli altri di Ladri di Biciclette, di cui giovedì si è celebrato l’anniversario della scomparsa. Cultura che nasce ovunque, che spunta come un fungo dal sottobosco o fiorisce dal nulla nella roccia.

Il teatro Il Primo, che al contrario ieri ha inaugurato la sua nuova stagione teatrale, tramuta in realtà il messaggio di Zavattini. Inaugurato nel 1998 sulle ceneri di una fabbrica di pellicce ormai in disuso per rispondere alle necessità culturali della zona collinare della città, in pochi anni si è imposto all’attenzione per il livello degli eventi culturali e dei personaggi che ha ospitato. I Colli Aminei, inizialmente sprovvisti di un qualsiasi polo di aggregazione culturale, hanno così visto avvicendarsi nel corso degli anni attori del calibro di Ugo Pagliai, Paola Gassman, Angela Luce, Lucia Poli, Miranda Martino, Mario Scarpetta e molti altri. Oggi la presentazione della nuova stagione di teatro non ha fatto eccezione. Presenti in sala il direttore artistico Arnolfo Petri, l’addetta stampa Federica Pacilio e l’attore Rosario Ferro a mostrare il cartellone  dell’annata 2016/2017.

Una stagione teatrale che vede tre percorsi differenti intersecarsi a cavallo tra indagini linguistiche e itinerari culturali: La paura mangia l’anima con i suoi quindici appuntamenti di prosa; Ad est del mondo, indagine sull’Oriente e Napoli underground, confermato dalla scorsa stagione grazie alla forza di note e parole.

La paura mangia l’anima

Il Primo consolida un’esperienza fatta di consapevolezze conquistate e grandi soddisfazioni. “Le scelte di questo teatro sono spesso stato oggetto di critiche, amo definirmi un combattente perché ho sempre creduto in ciò che ho fatto per amore de Il Primo” afferma Petri. La paura mangia l’anima, titolo ispirato da un film di Rainer Werner Fassbinder, conferma quanto detto dal direttore: si spazia dalla commedia alla tragedia, portando in scena spettacoli difficilmente riscontrabili in altri ambienti. Come in Ritratti, diretto da Adriana Carli e presentato in sala dall’attrice Cristiana Marchetti, che si sofferma sulle “atmosfere oniriche e viscerali della Germania degli anni ’70 divisa tra Est e Ovest“, in una complicata trasposizione dell’opera di Thomas Bernhard. O come in Attenti ai quei due di Tatisso, dialogo tra Monica Assante  e Rosario Ferro sulla storia della canzone napoletana.

Tanti sono poi i classici che rivivono grazie a trasposizioni del tutto inedite. Uno specialista in questo senso è il già citato Rosario Ferro, presenti in cartellone con due rivisitazioni di Čechov (Domanda di Matrimonio e L’anniversario) e una di Eduardo Scarpetta, il celeberrimo Tre cazune furtunate. La singolarità in questa trasposizione di Čechov è in una originale traduzione dal russo al napoletano, elemento che contraddistingue peraltro anche Scemo di Guerra di Enzo Arciè, riadattamento in salsa partenopea del Miles Gloriosus di Plauto. “Il passaggio dal latino al napoletano non è stato complicato come ci si potrebbe aspettare: entrambe le lingue fanno parte della Commedia dell’Arte“, afferma il regista dell’opera, il quale presenterà anche una personale versione de Il berretto a sonagli. A chiudere questa raccolta di classici vi è poi Jules Verne, riletto dal giovane Maresca nel suo Dramma nell’Aria, vincitore di un concorso indetto l’anno scorso sul web dal teatro Il Primo e per questo premiato con l’ingresso in cartellone.

Il carattere ribelle e anticonformista del teatro trova sfogo in alcune opere della stagione. Variazioni Enigmatiche, diretto da Aniello Mallardo, e Sigmund & Carlo di Niko Mucci sono tra gli spettacoli più sperimentali dell’annata. Sono al contempo dramma e commedia, storie d’amore ed enigmi appassionanti, ma soprattutto entrambi analizzano ferocemente la società dei giorni nostri, nella forma della giornalista Erik Larsen  e di due esibizionisti che credono di essere Marx e Freud.

Nota di merito poi per Arnolfo Petri, che porterà in scena Crueldad, intreccio di quattro storie scritte con l’aiuto di Francesca Gerla, Pino Imperatore e Angela Matassa, con l’ambizione di raccontare questo presente in disfacimento. Il direttore parteciperà anche al visionario Controcanto alla Felicità, diretto da Lucia Stefanelli Cervelli e ambientato “nelle periferie dell’anima“.

Tra Napoli ed Est del mondo

Il percorso tematico Ad Est del mondo si soffermerà sulla cultura teatrale di paesi lontani, quali Cina, Giappone e Corea del Nord. Un’occasione per scoprire da vicino realtà differenti, perché come afferma Petri “l’uomo è uno ed indivisibile e il senso di comunione appartiene a tutte le etnie“.

A concludere la rassegna della nuova stagione teatrale Napoli Underground, che mescola i suoni partenopei con la musica proveniente da ogni parte del mondo. Una rassegna di cinque concerti che vedrà la partecipazione di artisti del calibro di Ivan Grana, Tartaglia Aneuro, Alessandro Giannini, Interno Zero e Shara.

Per una stagione che anche quest’anno si confermerà tra le più seguite e di qualità di Napoli. Un teatro di denuncia, di passione e approfondimento. Semplicemente Teatro Il Primo.

Teatro Il Primo

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