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Eroica Fenice

Teatro Popolare

Al via la stagione teatrale del Teatro Popolare all’Ex OPG

La stagione teatrale del Teatro Popolare, nell’Ex OPG “Je so’ pazzo” in via Renato Imbriani, ha avuto inizio: è stata presentata la prima parte del cartellone, con spettacoli che si susseguiranno fino a marzo, in attesa che venga pubblicata la seconda parte della stagione. Il 3 novembre inizierà anche il laboratorio di teatro “Memorie urbane” a cura del collettivo del Teatro Popolare.

La prima parte della stagione teatrale

Gli spettacoli previsti, nell’ordine, da novembre a gennaio, sono: STENDHAL COMEDY di e con Davide Grillo, in scena il 26 novembre, UMANITA’ IN SALDO di Wilson Caesar Emegoakor & Mauro Cataleta, interpretato da Hanad Sheik Ibrahim Aden (il 16 dicembre), FOLIES del collettivo teatrale PIPPE (il 13 Gennaio), DIGHE del collettivo teatrale di Terni (il 20 gennaio, EL DOTOR DE MATI di e con Claudia Fontanari regia Sara Valerio (il 17 febbraio), UN CAPITANO, supervisione drammaturgica di Giulia Lombezzi regia Eleonora Giusmano con Ivano Russo (il 25 febbraio), SIETE VENUTI A TROVARMI? con Matteo Pecorini, della compagnia Chille de la Balanza (l’11 marzo) .

Le tematiche, le tipologie di messa in scena, gli stili narrativi possono essere vari e molteplici. Ad esempio: Umanità in saldo tratta la tematica dello sfruttamento e gli effetti del capitalismo, Un Capitano è la storia di Amr, che a 21 anni, decide di tentare la traversata per mare dalla Libia all’Italia e che si ritrova ad assumersi la responsabilità di scelte gravose; El dotor de mati è un monologo, che, nella forma del teatro di narrazione, ripercorre la storia della nascita della neurologia ospedaliera a Venezia sullo sfondo della rivoluzione di Franco Basaglia nel mondo della psichiatria; Siete venuti a trovarmi? vedrà il personaggio raccontare in prima persona della sua esperienza nei tormentati percorsi di salute mentale, Dighe ricostruisce i fili di racconti di donne recluse; Stendhal Comedy affronta con leggerezza il tema dell’ autocoscienza; Folies è un mosaico di frammenti teatrali di ispirazione letteraria sui temi della follia.
Nella scelta delle opere per il cartellone, i criteri di fondo che gli spettacoli devono rispettare, spiegano nel collettivo del Teatro popolare, consistono nel non avere contenuti sessisti, fascisti, o di incitamento alla discriminazione.

“Invisibili” di e con Mohamed Ba: costruire “ponti” tra culture e tra persone

Lo spettacolo che ha aperto la stagione teatrale all’ Ex OPG è Invisibili di e con Mohamed Ba. L’artista senegalese, attivo in Italia da oltre 15 anni, ripercorre la storia dello sfruttamento e delle occupazioni subite dai popoli africani. Il suo racconto mostra le conseguenze economiche, sociali, ambientali ed umane dello sfruttamento. Poi la narrazione diventa testimonianza e Mohamed diventa la voce di persone in fuga da miserie e guerre di cui non hanno colpe, in cerca di dignità. In Italia trovano discriminazione, razzismo, confusione. Sono vittime di violenza assurda. Tuttavia troveranno anche il modo di comunicare, di trovare ponti culturali con persone interessate a costruirli insieme. Accompagnandosi col suono del suo tamburo Mohamed canta nella sua lingua ed in italiano. Lo spettacolo vuole essere anche un incontro linguistico, la conoscenza delle rispettive lingue è un primo passo verso la convivenza. Mohamed si alza su una sedia, braccia aperte e recita il decalogo dei comandamenti culturali: principi di civiltà per vivere con curiosità, rispetto ed armonia insieme a persone di altre culture. Se nella prima parte la narrazione e la testimonianza di Mohamed è innervata di toni drammatici, derivati da una realtà spesso crudele, nella seconda l’ artista sceglie la strada dell’ ironia, trattando con leggerezza, mai con superficialità, tematiche come l’ identità, il riconoscimento, la ribellione e la pace. Uno spettacolo magistrale per capacità comunicativa e senso profondo che porta con sé.

Il laboratorio Memorie urbane

Il 3 novembre inizierà il laboratorio “Memorie urbane”. Il laboratorio è gratuito e aperto a tutti: attori, non-attori, scenografi, musicisti, ballerini, casalinghe, operai, impiegati, studenti, dai 18 anni in su, per un massimo di 25 persone.

Nel corso del primo anno di laboratorio, i partecipanti hanno collaborato nella costruzione di uno spettacolo che narrasse la Storia e le storie di Napoli, le sue anime, i suoi volti e le sue voci. Quest’ anno il tema proposto è la narrazione degli “invisibili”. “Invisibile è chi lavora e non ha diritti, invisibile è chi viene discriminato, invisibili sono quelle persone che incontriamo ogni giorno ma non riusciamo a vedere – si legge nella presentazione del laboratorio a cura del collettivo del teatro popolare – Abbiamo preso spunto dallo scenario contemporaneo che presenta un doppio tempo: persone che ci sono ma non sono viste, altre che guardano senza vedere.”
Il laboratorio si terrà tutti i venerdì dalle 17 alle 20 nell’ Ex OPG “Je so’ pazzo”.

Il Teatro popolare

Il Teatro popolare ha lo scopo di creare un teatro accessibile a tutti. Il collettivo, precedentemente attivo nello spazio Metì, che ha promosso e curato nei primi due anni i laboratori e le prime stagioni teatrali all’ Ex OPG, è aperto a nuove partecipazioni ed invita anche a prendere parte alle assemblee di gestione. Ad oggi sono stati prodotti due spettacoli: L’ ABC della guerra, tratto dall’ opera di Bertolt Brecht e Workers, tratto da testi di autori contemporanei, tra cui Wu Ming 2, Simona Baldanzi, e Alberto Prunetti, sui temi del lavoro.

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