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Teatro tuo: Officina Teatro riparte

Dopo il grande successo del Festival delle Arti(n)contemporanee, Officina Teatro riparte alla grande con la sua nuova stagione teatrale: É teatro tuo.

Il direttore artistico Michele Pagano e la responsabile del settore organizzativo Maria Macri, non solo accolgono gli spettatori con la professionalità e il sorriso che fanno di un teatro, un grande teatro, quest’anno fanno qualcosa in più. Si spingono oltre, offrono le chiavi di casa. Le chiavi di quella saracinesca dietro la quale – abbiamo imparato a scoprirlo – una risata e una lacrima non mancano mai. É teatro tuo, nostro, di chi ha avuto una giornata pesante, ma anche di chi ne ha avuta una leggera per concluderla in armonia con quanto questo mondo ci offre di più elevato: l’arte. E allora ad Officina Teatro si ritorna a casa, si ritorna sempre. É teatro tuo.
I primi ospiti che hanno dato il via alla stagione 2015-2016, hanno già calcato il palco di Officina Teatro con lo spettacolo Banane. Quest’anno, in spiaggia, di quelle complete di tutto: sedie, ombrelloni, stereo, barche, gabbiani, sole, mare. Il Mare. E poi loro, i Signori Lagonia e la loro storia tra tante storie. Marisa e Ferdinando non sono sulla scena per insegnarci qualcosa, no. Non sono lì per rendere a noi spettatori – intrusi, guardoni di vite altrui – una storia sopra le altre, di quelle di esemplari amori o di esemplari stili di vita. Sono solo Marisa e Ferdinando: logorroica lei, taciturno con mani grandi lui. Taciturno ma sempre pronto a far ridere la sua sposa con le imitazioni di Gianni Morandi. E giù risate, fino alle lacrime. Lacrime che insevitabilmente vengon fuori, a noi e a loro. Perchè quella giornata in spiaggia dei Signori Lagonia, ci racconta una storia di fortuna mancata, di piccoli occhi persi, di una casa non più casa, di quarant’anni di matrimonio che pure hanno la loro stanchezza.
Una giornata che nasconde una tragedia che emerge annunciata pian piano, tra l’ironia e il ciniscmo di un amore che cambia forma col passare degli anni ma che mai perde la sua forma di amore. Tenero. La tenerezza di una coppia e dei loro piccoli gesti di sposi, amanti, genitori. Gesti e attenzioni solo loro, che nessuno può capire e sopra i quali hanno costruito il loro amore dignità. E la loro fine dignità.
Una coppia tra tante. Un amore tra tanti. Le vacanze dei signori Lagonia , per la drammaturgia di Francesco Colella e Francesco Lagi, hanno dato questo a noi spettatori improvvisati del fine settimana: l’umanità che ci circonda, quella che incontriamo dal parrucchiere o al supermercato, in fila alle poste o per strada a vendere fazzoletti, ha dietro un sorriso o un silenzio una propria storia. Diversa dalla nostra, sicuramente, ma con pari dignità. Portiamole rispetto. Abbiamone cura.
Roberta Magliocca

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