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Eroica Fenice

testimone oculare

“Testimone oculare” in scena al Bolivar di Napoli

L’eroe non è chi vince la guerra,

ma colui che viene ricordato per le azioni compiute.

“Testimone oculare” è uno spettacolo teatrale scritto dall’israeliano Joshua Sobol nella seconda metà del ‘900, ora tradotto e riadattato da Anna Marchitelli e dal regista David Jentgens.  Ispirato alla storia vera del contadino Franz Jägerstätter, che rifiutò di indossare l’uniforme tedesca, vede il protagonista entrare in scena e cominciare ad allestirla nel silenzio e nella curiosità della sala: ciò che mette in piedi è la sua cella, nel carcere militare di Berlino, precisamente nel padiglione degli obiettori di coscienza nonché condannati a morte. Vengono, così, rivissuti gli ultimi giorni della sua vita, dove parenti, amici, addirittura il suo carceriere e la dottoressa militare, tentano di dissuaderlo dal rifiutare la divisa e convincerlo ad accettare di “mettere una firma su un modulo e indossare solamente degli abiti”.

Ognuno è “ testimone oculare “ di una realtà che non vuole vedere

Franz Jägerstätter è un cittadino austriaco di quei territori che vennero annessi, dopo il biennio ’38-’40, ai domini tedeschi. Nel corso della Seconda guerra mondiale è chiamato a imbracciare le armi: dopo la prima esperienza, in seguito alla vista dei treni per il bestiame carichi di bambini affetti da handicap, si  ripromette di non servire più il Reich e il Führer. L’uniforme, seppur l’indossarla sembri, a quelli che gli sono intorno, solo una questione d’esteriorità, racchiude, in effetti, tutto ciò che c’è di sbagliato nel regime nazista, soprattutto prendendo in considerazione la prospettiva cristiana: non uccidere, non rubare. Franz mette a dura prova persino la fede del parroco, chiamato per l’ultima confessione, accusandolo di essere un testimone oculare come tutti gli altri, ma di fare falsa testimonianza volendo negare la realtà che li circonda, fatta di uccisioni, violenza e massacri.

Il cast, formato da (in ordine alfabetico): Emanuele D’Errico, Rebecca Furfaro, Antonio Grimaldi, Ettore Nigro, Monica Palomby, David Power, Teresa Raiano, Dario Rea, Margherita Romeo, Arturo Scognamiglio, esprime con trasporto e verosimiglianza il travaglio del protagonista e delle persone a lui care, per una scelta dettata dai propri principi morali. A stupire, però, è la raffinata leggerezza con cui spinge il pubblico a partecipare.

In scena al Teatro Bolivar di Materdei  a Napoli, da mercoledì 23 a domenica 27 Marzo 2016 (mercoledì, venerdì e domenica ore 20.45; giovedì e sabato ore 19). Per informazioni www.teatrobolivar.com e pagina facebook dell’evento.