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Eroica Fenice

Malagrazia

TRAM, debutta Malagrazia di Phoebe Zeitgest

Malagrazia al TRAM

Continua la stagione teatrale al TRAM. Il piccolo teatro, sito nel cuore del centro storico, è ormai un punto di riferimento culturale per la città di Napoli. Questa settimana sarà in scena, dal 15 al 18 marzo, Malagrazia. Uno spettacolo ideato da Phoebe Zeitgest, gruppo teatrale fondato nel 2008 a Milano dal regista Giuseppe Isgrò.

Malagrazia nasce da un’idea di Michelangelo Zeno, scrittore e drammaturgo milanese. I temi principali della compagnia teatrale emergono tutti con forza nell’ora e venti di spettacolo. La lotta tra parola e corpo, la persistenza dell’immaginario, il potere e le sue ripercussioni nelle relazioni private.
In un’isola non specificata, che potrebbe essere in ogni dove, si svolge la storia di Sebastiano e Carmelo: due fratelli assediati dal pensiero costante di ciò che è fuori, di ciò che è stato e ciò che sarà. Sebastiano e Carmelo sono orfani che riscrivono la propria vita familiare, sono superstiti all’alba di una nuova era. I loro dialoghi assurdi ed esistenzialisti spiazzano continuamente lo spettatore. L’amore tra due fratelli piano piano finisce con l’abbandonare le dimensioni del lecito e del comune.

La grazia che viene dal male

L’isola di Sebastiano e Carmelo non viene mai specificata nel corso dello spettacolo. Potrebbe essere pertanto qualunque luogo, qualsiasi città. Malagrazia è ispirata fortemente dall’opera del drammaturgo palermitano Franco Scaldati, autore che dedicò gran parte del proprio lavoro alla terra natale, la Sicilia.

I due gemelli simulano nel corso dell’opera mondi passati e presenti. Sebastiano e Carmelo sono esemplari di una nuova specie, all’alba di un mondo tutto da scoprire. Ogni oggetto e ogni ricordo che rimangono sull’isola acquista un nuovo significato, un uso improprio o paradossale. Vengono sperimentati mondi nuovi, passati ed eterni, fino alla ricerca dell’origine dell’uomo.

Malagrazia offre diversi spunti particolarmente interessanti. Diverse possono essere le chiavi di lettura, per uno spettacolo che non perde la leggerezza nonostante la gravità delle tematiche analizzate. La paura della morte, innanzitutto: un timore ancestrale, che accomuna tutti gli uomini di ogni generazione. Al quale Sebastiano e Carmelo trovano però un rimedio nei loro dialoghi. L’amore, con la sua forza prepotente, che sia passione per una persona o per una particolare attività.

Nessuno vive per sé stesso

Nota di merito per gli attori Edoardo Borbone e Daniele Fedeli. I due giovani interpreti meritano un plauso per il loro coraggio nel mettere in scena un’opera di certo non semplice. La scrittura di Michelangelo Zeno lascia continuamente di stucco chi assiste alla messinscena. Evidente è l’influenza del lavoro di Franco Scaldati, così come le opere di teatro dell’assurdo.

Malagrazia è la storia di due gemelli , Sebastiano e Carmelo, emblemi della solitudine in attesa della maturazione dei nostri sogni. Nella storia dei due emerge tutto lo sconforto di un’umanità terribilmente dilaniata dalla paura di restare con sé stessa. La vertigine emotiva di Michelangelo Zeno arricchisce lo spettatore, lasciandolo sgomento nel tentativo di trovare interpretazioni personali.

Malagrazia è la “grazia che viene dal male”, ovvero l’incredibile e controversa capacità umana di resistere alla catastrofe.

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