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Eroica Fenice

tre sorelleTre sorelle di Cechov

Tre sorelle di Cechov al Teatro Mercadante

Un clarinetto basso ed una fisarmonica sul palco scandiscono i dialoghi delle “Tre sorelle” di Anton Čechov, per la regia di Claudio Di Palma che sarà in scena al Teatro Mercadante di Napoli fino al 15 marzo.

Tre sorelle di Cechov

Un suono che fa da introduzione e accompagnamento alle parole delle tre giovani sorelle, Ol’ga (Sabrina Scuccimarra), Maša (Gaia Aprea) e Irina (Federica Sandrini), che ricordano il padre ormai defunto da una anno. Un nuovo onomastico della giovanissima Irina, un anno trascorso e la voglia di dimenticare ma, soprattutto, i sogni da realizzare. È proprio in una tensione verso la speranza che si apre il lavoro del regista Claudio Di Palma. Un’introduzione che è quasi un inno alla volontà di cambiare vita, di trovare un lavoro soddisfacente, di raggiungere quanto prima Mosca nella speranza, anzi convinzione, che solo lì possa risiedere la felicità. Le tre sorelle ripongono le loro speranze nel fratello Andrèj (Paolo Serra), un violinista innamorato della sua bella Natal’ja (Sara Missaglia) che di lì a breve avrebbe ottenuto una cattedra presso un’Università moscovita. Sembra tutto deciso ed imminente dando così l’impressione che il tempo possa essere relativo e veloce.  Il sogno delle tre sorelle è investito da un vortice di personaggi, situazioni e casi fortuiti che interrompe ed impedisce la sua realizzazione.

Una spiaggia perché da lì è possibile con lo sguardo sognare un posto al di là di quella costa dove sia possibile ancora edificare la propria felicità. Una spiaggia perché partire è un po’ come costruirsi una nuova esistenza. Perché partire è un po’ come vivere e mai morire.

È il sogno, la felicità, la costante dello spettacolo teatrale. Un sogno che però diviene disatteso. Una felicità non raggiunta: in Ol’ga, insegnante che controvoglia diviene direttrice della scuola dove lavora; in Maša moglie di un uomo che scoprirà non amare; e ancor di più nella giovanissima Irina, disposta a sposare il barone Nicolaj pur di raggiungere Mosca ma questi troverà la morte in un duello.

Ecco cosa nasconde la barca arenata sul palcoscenico in primo piano: le speranze disattese, l’incespicare nelle maglie del tempo che trascorre, la voglia di riscatto sperato e mai trovato. Di quella barca resterà solo un relitto. Un incendio in città e a bruciare non sono solo le case ma anche le loro illusioni. Così come la Grande Storia offende l’uomo, Natal’ja mortifica l’educazione delle giovani sorelle con la sua volgarità che si palesa nel colore verde acido della sua mantella, e sarà proprio quel colore ad avvolgerle al termine dello spettacolo.

Uno domanda resterà insoluta anche dopo che le luci si sono spente: “Il senso dove sta?”.

Tre sorelle di Cechov

-Tre sorelle di Cechov al Teatro Mercadante-

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