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Eroica Fenice

Tre sull'altalena

Tre sull’altalena: al Nuovo Teatro Sancarluccio

Tre sull’altalena è uno spettacolo in scena al Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli dal 9 al 12 novembre.

Lo spettacolo Tre sull’altalena

Lo spettacolo di Luigi Lunari, per la regia di Roberto Negri, interpretato da Stefania Benincaso, Arianna Gaudio, Stefania Aluzzi e Nicola Ciccariello inizia da subito con una domanda: dove si svolge la scena? Quale il luogo narrativo in cui si muove la fictio dell’azione scenica?

Le tre protagoniste, una donna in carriera, una militare e un’insegnante, si ritrovano insieme in un luogo chiuso, apparentemente anonimo, strano e misterioso. Cosa ci fanno lì?

Hanno ricevuto un appuntamento ma le loro personalità sono molto lontane. Inizialmente credono che si tratti di un errore, indirizzi sbagliati, poi scelgono la spiegazione di un unico recapito fisico per tre uffici diversi: una segreteria politica, un ufficio di affari e una casa editrice.

Ma i misteri si susseguono e le domande si moltiplicano: suggestione o realtà?

E poi, il loro ritrovarsi lì è casuale, dettato da uno strano gioco del destino, oppure forse il mittente è lo stesso per i tre inviti e le riunite lì con un intento preciso?

Lo spettacolo Tre sull’altalena proietta così lo spettatore già da subito e nello spiegarsi della storia in un susseguirsi di domande che aprono ancora domande.

E per le risposte, univocamente intese, certe, definitive, non sembra essere dato spazio.

Tanto è vero che persino il finale è dato all’interpretazione dello spettatore: un finale lasciato solo intuito, suggerito, oppure finale aperto?

Ancora domande allora, nessuna risposta certa.

Ed è pur vero che forse è la vita stessa che in alcune occasioni non lascia spazio a certezze ma solo a deduzioni plausibili e non verificabili del tutto. Oppure a suggestioni e trasporti trascendenti.

Tutto dipende dall’animo di chi vive e vede ciò che il suo spirito lascia e permette di vedere in fondo.

Nel luogo chiuso e misterioso, una stanza in cui le tre donne restano chiuse per il proporsi di un’esercitazione anti-inquinamento, le protagoniste iniziano a manifestare le loro reazioni comportamentali in linea con i loro mestieri. L’imprenditrice esterna una reazione d’ansia, dovuta alla mancanza di controllo sulla situazione strana, in cui si è trovata, fuori dagli schemi della logica comune nei quali è abituata a “muoversi”; la sergente dell’esercito mantiene la calma, proprio perché abituata a situazioni di possibile rischio, e la professoressa cerca soluzioni e risposte secondo la logica aristotelica, che possano districare il garbuglio che si è verificato.

Ma niente può rispondere davvero: ogni volta lo spettatore sembra essere in accordo con una risposta, ogni volta sgretolata dall’interno dal testo di Lunari; ad ogni risposta se ne oppone un’altra e così via, in una girandola di pensieri ogni volta diversi ma pur condivisibili sotto di volta in volta diversi punti di vista.

L’interpretazione delle tre attrici, Stefania Benincaso, Arianna Gaudio e Stefania Aluzzi è forte, intensa e misurata sul peso delle personalità dei tre personaggi di cui calzano vesti e maschere. Diversissime nelle interpretazioni “entrano” nei personaggi, mantengono il ritmo di scena ed alta l’attenzione del pubblico.

Al loro muoversi e agire sul palcoscenico si intreccia l’interpretazione di Nicola Ciccariello, che interpreta quello che sembra un uomo delle pulizie che si aggira per la stanza a fine della rappresentazione.

Ma ancora il suo parlare ambiguo, con sensi lasciati sottintesi, con frasi strane, apre ancora domande: chi è davvero quell’uomo? Quale la sua natura? Fenomenico o trascendente ciò che sta accadendo in quella stanza?

E allora lo spettatore di Tre sull’altalena non può che uscire dalla sala del teatro con una domanda: ma cos’è successo davvero alle tre donne?