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Eroica Fenice

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Tutto andrà nel migliore dei modi al teatro Il Primo

Tutto andrà nel migliore dei modi è un romanzo di Rosalia Catapano pubblicato dalla casa editrice Homo Scrivens. Parole Alate, associazione culturale e compagnia teatrale, con la regia di Paquito Catanzaro l’ha portato in scena al Teatro Il Primo il 27 e 28 febbraio.

Una storia genuina, ambientata nel ventennio ’50-’70 tra Capri, Napoli e Barcellona, che vede varie generazioni a confronto in un mondo che sta cambiando: nel 1954 Francesca Romana Ludovici, rimasta incinta di un musicista turnista, per evitare lo scandalo, è costretta dal padre (il conte Ascanio Ludovici) a sposare il cugino Ferdinando Acquaviva  in cambio di una cospicua dote. La storia si trasferisce a Capri, dove Laura Acquaviva cresce ignara della sua illeggittimità. Vivono nella tenuta del conte Ascanio, Villa Floris, meta di turisti provenienti da tutto il mondo dove la giovane, ormai cresciuta e superato il lutto della morte del padre, conosce un giovane diplomatico Barcellonese, Gabrio Ortega, con il quale intraprende una relazione e si trasferisce a Napoli, a Via Duomo. Qui la vicenda si sprovincializza, perchè entrando a contatto con la famiglia spagnola del ragazzo entra in scena Blanca, una giovane stilista che vive la rivoluzione artistica di quegli anni tra Parigi e New York, della quale sono protagonisti artisti del calibro di Andy Warhol e Freddie Mercury. La coppia vive in amore e dà alla luce dei bambini. In seguito ad una controversia matrimoniale nata dalla relazione extraconiugale di Laura con un pianista, la quale proprio come sua madre  ha ceduto al fascino di un musicista, i due trovano la morte in un incidente causato dall’alta velocità e dalla distrazione. E qui rientra in scena Blanca, che malgrado la sua volontà di non avere avere figli porterà con se a Barcellona i nipoti orfani, facendo sì che tutto vada nel migliore dei modi.

Davvero ottima è stata l’interpretazione dei personaggi resa dalla compagnia, che ha centrato molti obiettivi rendendo a pieno sul palco le forti emozioni presenti su carta. Il regista per rappresentare quest’opera è ricorso allo stratagemma del set cinematografico, dove un gruppo di attori recitava le varie scene per rappresentare il romanzo della Catapano, sia per ripresa che per prova. Ma questo modus operandi, riportando un fitto incrocio di scene, rende difficile l’immediata comprensione della trama anche a causa di FlashForward, permettendo il ricongiungimento di tutti gli anelli solo al termine della rappresentazione. Forse è davvero l’unico modo per portare in scena un romanzo così articolato e ambientato in spazi geografici così grandi e distanti, soprattutto con un cast così piccolo rispetto al gran numero di personaggi.

Personaggi che presentano diverse culture, diverse aperture mentali, portando sulla scena una fotografia psicologica di quegli anni, cruciali per comprendere a pieno il mondo occidentale. Uno spettacolo molto interessante frutto di una fantastica collaborazione tra casa editrice e compagnia teatrale, che tornerà in scena al Teatro Il Primo il 15-16 maggio con il romanzo di Aurelio Raiola Sirena.

Tutto andrà nel migliore dei modi: Parole Alate porta in scena il romanzo di R. Catapano