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Eroica Fenice

Vacanze romane al Teatro Augusteo

Vacanze romane è uno spettacolo musicale, prodotto da Engage e diretto da Luigi Russo, in scena al Teatro Augusteo di Napoli dal 20 al 29 novembre 2015, nato dal prezioso sodalizio artistico di Pietro Garinei e del compositore Armando Trovajoli, scomparso nel 2013. La commedia con Serena Autieri e Paolo Conticini, che ha aperto la stagione teatrale al Sistina di Roma, è stata rinnovata rispetto alla versione di Garinei portata sulla scene nel 2004, che aveva per protagonista la stessa attrice napoletana e l’attore romano Massimo Ghini.

L’adattamento delle canzoni originali dello spettacolo, musicate da Trovajoli e Cole Porter, era stato curato da Iaia Fiastri già nella precedente messa in scena, mentre la loro versione italiana è di Vincenzo Incenzo. Le scenografie sfruttano nuove tecnologie e introducono foto proiezioni e video proiezioni, trascinando gli spettatori nell’atmosfera della Roma degli anni cinquanta, rivissuta anche attraverso le suggestioni sceniche del Premio Oscar Gianni Quaranta, arricchite dalle sorprendenti coreografie di Bill Goodson e  dai costumi di Silvia Frattolillo.

La commedia è tratta dall’omonimo e pluripremiato film di William Wyler (1953) in cui, brillanti come luci della ribalta, splendevano Audrey Hepburn nel ruolo della principessa Anna e Gregory Peck in quello del giornalista Joe Bradley.

Le vacanze romane della principessa Anna: un giorno da “donna come tante”

La storia, nota a molti e romantici cinefili e definita “Cenerentola al contrario”, ha come protagonista una principessa di una non ben specificata nazione, Anna (Serena Autieri), in viaggio a Roma. In una corte disneyana e elegantissima Anna è una principessa “triste”, che ricorda molto i ruoli reali di Lady D e della sovrana Grace Kelly, nel suo essere costretta a ottemperare doveri e obblighi che non (sempre) la lasciano libera di sognare, di muoversi spontaneamente, di vivere. Parla francese, tedesco, fa riverenze e sorride a tutti, fra una citazione letteraria e un’altra, circondata dall’onnipresente contessa (Fioretta Mari). Dopo la prima sera trascorsa nella capitale, però, Anna ha una piccola crisi di nervi; la contessa le somministra un sedativo, ma lei, invece di riposare, decide di scappare («io darei l’impero per un giorno intero di felicità»). L’effetto del sedativo si fa però sentire e la principessa si addormenta su una panchina.

È qui che la ritrova, «bella, ma troppo brilla», Gianni Velani (Paolo Conticini), un giornalista romano, senza scrupoli e un po’ romantico, cui la fortuna non guarda da tempo: nel gioco, con le donne, sul lavoro, sembra che la dea Fortuna preferisca sempre gli altri a lui. Eppure decide di aiutare Anna: solo il giorno dopo in redazione scopre l’identità di quella ragazza biondina che dorme sulla sua dormeuse (troppo comodo il suo letto per lasciarlo a lei). È la svolta, è la sua possibilità di scoop, («incontrare lei che lotteria!»).

Con il fidato amico fotografo Otello (un simpaticissimo Fabrizio Giannini), Gianni escogita un modo per fotografare con un piccolo accendino i più stravaganti comportamenti della principessa, che grazie a lui, ad Otello e alla poliedrica e eccentrica Francesca (Laura Di Mauro), finge di essere Ania, una cugina svizzera di Velani, e riesce a respirare la libertà, così agognata, così tanto attesa. Solo per un attimo, solo per un giorno al Pincio, solo grazie a un giro in Vespa (nella nota scena che consacrò nel cielo del cinema la stella della Hepburn), solo grazie a una serata vicino il Tevere. Ma alla fine di questa giornata «inaspettata, sognata, inventata», la “carrozza diventa zucca” e Anna di nuovo una principessa che deve rispettare protocolli e galatei di corte, ormai innamorata di “Roma bella” e dell’attraente giornalista. Ma Gianni potrà fare parte della sua vita?

La commedia musicale Vacanze romane, dal finale insolito e inaspettato (e realistico), risulta brillante e frizzante.

Da subito si riconosce in essa la firma di Garinei: dall’atmosfera e dalla musica coinvolgente anni ’50 ai costumi perfetti e curatissimi, dagli assoli di Conticini (che sembra uscito davvero dal film di Wyler) alle suggestive coreografie di 20 bravissimi ballerini.

Tutto ricorda anche un altro musical da lui ideato, con la collaborazione della Fiastri e con Sandro Giovannini, Aggiungi un posto a tavola, che fu ospitato allo stesso Augusteo nel 2003 (con Giulio Scarpati e Chiara Noschese), applaudito anche grazie ai due girevoli, che davano vita a cambi-scena degni di uno spettacolo di Broadway.

Un musical leggero in cui gli spettatori bevono gazzosa (pensando sia champagne) al sole,  viaggiano sulla Vespa, tra i paesaggi del Pantheon, di Castel Sant’Angelo, dell’Arco di Traiano, mangiano nelle osterie “du spaghi co’ cacio e pepe”, mettono la mano nella bocca della verità, ballano al chiaro di luna, con quella meraviglia aristotelica di Anna; anche gli spettatori non vorrebbero mai dover tornare, terminato lo spettacolo, alla realtà dei quotidiani affari, sebbene «che sogno la realtà».

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