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Eroica Fenice

恋恋不舍 (Lian lian bù she)

(Tom Chambers – “Foggy river”)

“Vorrei poterti fare vedere tutta questa luminosità. Non preoccuparti, va tutto bene. Va tutto così perfettamente, maledettamente bene.
Capisco ora che i confini tra rumore e suono sono convenzioni. Tutti i confini sono convenzioni in attesa di essere superati.
Si può superare qualunque convenzione, solo se prima si può concepire di poterlo fare.
In momenti come questo, sento chiaramente battere il tuo cuore, come sento il mio.
E so che la separazione è un’illusione.
La mia vita si estende ben oltre i limiti di me stesso.”
(Tratto dal film “Cloud Atlas”)

Quale che sia la distanza che ci separa da ciò che vorremmo come immediatamente prossimo alla nostra anima, vietiamo il lamento alla nostalgia.
Essa non rende onore alla causa da cui scaturisce; umilia tutto ciò che c’è di più elevato in noi.
Ciò che è eterno, esiste e resiste indipendentemente dalla distanza, e tanto più è forte quanto più riesce a sopravviverle.
Non concediamoci, dunque, alla riluttanza alla separazione. Esercitiamo la forza dei nostri legami.
Se siamo in grado di plasmare la nostra volontà d’impulso in favore di qualcosa di più alto, di più puro, qualcosa per cui valga la pena lottare, ecco che gli avremo dato un valore ancora maggiore, una purezza ancora più sublime e un motivo in più per difenderlo.
Nessuna distanza è insormontabile per le anime in eterna connessione.
Non disperiamo, non intrecciamo parole che intessano un lamentoso addio, poiché così ogni nostra parola sincera somiglierebbe piuttosto, in qualche modo, ad una spada.

Proteggiamo dalle nostre volontà terrene i sentimenti incorrotti.
Procediamo senza timori poiché non esiste tempo per ciò che è eterno.

Non esistono addii per ciò che non è destinato a finire.

Se c’è una riva, il fiume mi ci trasporterà.
Più trasparente dell’acqua c’è solo la mia anima.

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