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Eroica Fenice

Apocalisse o Rinascita? Un’epoca

Vorrei non essere mai nata perché ora non sarei già arrivata e quando sei già arrivato è già tutto finito.

Sono arrivata perché sono nata in un’epoca così strana che a volte mi chiedo davvero se tutto questo c’ ha un disegno. La storia non è sempre uguale, assolutamente. Non è vero che si ripete in maniera ciclica, me ne sono accorta a soli tredici anni.

Era L’UndiciSettembre del 2001, le due torri gemelle di New York si lasciavano cadere su se stesse ed io le vedevo crollare dalla poltrona di casa mia. Non avevo fatto in tempo neanche a studiarle a scuola. LeTwinTowers, sui libri della mia epoca sono prima dritte, in piedi, ferme, statiche, immobili, solenni, eterne. Poi in fumo, solo foto di polveri e cemento, solo un aereo conficcato su di un fianco. Adesso si ricordano vittime che io ho visto bersagli.

Vorrei non essere mai nata nella mia epoca perché da allora tutto il mondo ha conosciuto la parola Terrorismo. Quindi la paura del terrore, la fobia degli aerei, i controlli agli aereoporti e gli attentati. Ho vissuto la discriminazione dei musulmani, la diffidenza delle sciarpe davanti alla bocca e la moda delle kefie. C’è stato Bush e la seconda guerra del Golfo, Baghdad, la morte di Saddam Hussein, L’AtomicaIraniana e la guerra in Afghanistan. Ci sono stati i rapimenti e gli assassini degli ostaggi, la prigione di Abu Ghraib e i soldati americani che torturavano i prigionieri iracheni.

La mia è stata l’epoca de LaStrageDiGaza e poi di QuellaDiNassiriya. Dell’assassinio di Gheddafi e di Bin Laden, della guerra in Libano e del G8 a Genova.

Ma prima è stata anche l’epoca della caduta del muro di Berlino, dell’Italia in guerra nella penisola Balcanica, della fine dell’URSS.

Da quando sono nata sinceramente non c’ ho mai capito un bel niente, o forse sono solo nata in un bel niente visto che mi hanno sempre fatto vivere una realtà che non è altro che un’accozzaglia di eccessi incoerenti. I discorsi di Berlusconi, i processi per le sue mutande sporche, il ritorno dei Savoia, la morte di Lady Diana, e la santificazione di Madre Teresa di Calcutta. Cosanostra, la mafia, l’andrangheta e la camorra. L’elezione di Obama, IlPrimoPresidenteAfroamericano e il suo nobel per la pace.

Ho visto la mia terra essere la promessa di altri, presentarsi e prestarsi come la culla dell’est europeo. Perché la mia è l’epoca degli immigrati clandestini, degli albanesi coi canotti, delle badanti rumene, dei neri ai semafori, della televisione italiana nel mondo.

Dopo pochi anni ho salutato i miei amici laureati ed emigrare anch’io, anche solo col pensiero.

Perché la mia è stata anche l’epoca dei cambiamenti repentini, dei passaggi inevitabili, degli adattamenti costretti. E’ nata L’UE e con lei solo aspettative. Dalla lira si passa a L’Euro.

Un altro modo di contare, valutare, pesare, programmare, vivere. Nessuno poteva prevedere LaCrisi economica e finanziaria del 2008, la più grave dagli anni 30. E poi le conseguenze. Cassaintegrazioni, licenziamenti, il fallimento di numerosissime aziende italiane e internazionali. E mentre chiudevano sia le piccole che le grandi ditte, mentre i suicidi aumentavano insieme alla povertà, i cinesi approfittavano del crollo dei consumi ed aprivano negozi in tutta Italia, per vendere oggi merce tossica a basso prezzo.

Nei mesi scorsi, sempre di quest’epoca, si parlava de LaMarciaDiUnMilione. Un milione di manifestanti europeisti, o Pro-Ue come cazzo li chiamano Loro, era sceso nelle strade di Kiev per chiedere le dimissioni del presidente Yanukovich. L’Ucraina vuole entrare nell’Unione Europea.

Dunque non so fino ad ora cosa ci sia di sensato in un’epoca così perversa e distorta. Nera in ogni suo angolo, buia in tutti i sensi. Un epoca in cui anche Dio si è nascosto, dalle alluvioni in nord Italia, dagli tzunami nell’Oceano Indiano, da L’UraganoKatrina, dai terremoti più forti del XXI secolo. Intanto gli uomini arrivano su Marte, fanno test atomici in mare e riempiono il Golfo del Messico di petrolio.

Non mi meraviglio se oltre al NuovoMillennio, al GiubileoDelDuemila, a LaMadonnaDiMadjugorje, ho cambiato tre pontificati, di cui la morte e la santificazione di Woijtyla e le dimissioni, le prime dopo seicento anni, di Ratzingher, un papa famoso per le Prada che portava ai piedi.

Vorrei scegliere di non essere nata durante Ilnucleare, di non conoscere IldisastrodiChernobyl e poi QuelloDiFukushima. Di non vedere bambini a tre teste, quattro mani o con una gamba. Di non mangiare Ogm, polli ormonati o MucchePazze.

Perché nella mia era i virus hanno iniziato ad essere mirati, i veleni concessi e i miracoli umanizzati.

Ho indossato la mascherina davanti alla bocca prima per lo smog, poi per LaSars e poi ancora per lo smog. Ho avuto paura de L’Influenzaviaria, di QuellaSuina, de L’H1N1, del Cancro. Ho potuto assaggiare la famosa PillolaDelGiornodopo e scegliere l’aborto al preservativo.

Perché tanto la mia è l’epoca de LaPecoraDolly, dei cloni, dei satelliti, dei pircing, dei tatuaggi e della chirurgia plastica.

Mi sento già arrivata perché ho ascoltato la mia musica col walck man, nel compact disc e poi nell’I-Pod. Perchè ho giocato col Game-Boy, la Play Station uno, due, tre e quattro, con la Wii e la Realtà Virtuale. Perchè oggi il joystick non ha più un filo, ormai è bluetooth. Perchè ho visto morire le musicassette, i dat e i floppy disc. Perché i miei cartoni animati della Disney sono ancora in VHS, ma non ho più un videoregistratore. Perché ho visto nascere i cd, i dvd e i blue ray. Perchè ho cambiato un televisore grande, a tubo catodico, per una tv satellitare con schermo super sottile e ProgrammiFullHd. Perchè ho gettato in un cassetto la mia vecchia macchina fotografica sapendo che i rullini non si producono quasi più. Perchè dopo qualche mese anche la fotocamera digitale non mi serviva più, ormai ho anch’io il cellulare tuttofare, con anche IlGpsIntegrato e NavigatoreSatellitare.

Rapidamente si mescolano altri modi di scrivere, di pensare, si definiscono simboli nuovi, nascono concetti diversi. Pubblicità ovunque. Ma di cosa lamentarsi, questa è l’epoca di internet, di un filo telefonico collegato col mondo, dei pc e della Apple. Degli I-Phon, de LeAppDaScaricare, de ISocialNetwork e delle reti wireless nelle piazze. L’epoca degli Mp3, dei dowload illegali di musica, de “i dischi non si vendono più”.

Un’epoca in cui i cinema chiudono perché c’è IlPassaggioDallaPellicolaAlDigitale e non tutti hanno i soldi per acquistare i proiettori moderni. Ma è nato il 3D, you tube, i video in streaming on line e la pirateria di film. Per fortuna la curiosità è lecita e il sapere stranamente è diffuso. Ogni dubbio si scioglie con Google e L’EnciclopediaMondiale, cioè fatta dal mondo, Wikipedia.

Sono arrivata perché ho vissuto un epoca in ventisei anni. Un periodo fantastico dove tutto è bello e brutto nello stesso tempo, dove è necessario avere un indirizzo e-mail, una chiavetta usb e almeno un dispositivo multi touch.

Gli anni della Brutte Epoque, perchè alterata è la visione del bello. E’ brutto quello che chiamano arte moderna, è orrida l’architettura, L’IdiomaIbrido, le automobili attuali. Sono brutti i libri che si vendono, meravigliosi quelli che non si leggono, sia i cartacei che gli

E-book. Sono insignificanti i programmi televisivi, IRealityShow e i comuni parlanti. Simpatico il nuovo fenomeno YouTuber. Vomitevole l’economia, la politica, l’integralismo religioso, la ricchezza a danno degli altri. Bruttissima è la povertà delle masse, gli imprenditori senza cuore, i capitalisti nella testa, le bocche della globalizzazione e la gente tutta, brutta dentro anche quando l’involucro esterno è gradevole.

– Apocalisse o rinascita? –