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Eroica Fenice

Babbo Natale

Babbo Natale e la sua morale

Caro Babbo Natale,
ecco, ci risiamo. Per circa 350 giorni all’anno, nessuno si smuove al fine di chiederti come stai, che fai, dove ti trovi. Nessuno ti domanda se ti serve il vestito rosso nuovo, se ti si è rotta la slitta, se ti è morta la renna, se l’igloo in cui vivi si è sciolto a causa del surriscaldamento globale. Nessuno s’interessa a te, mio caro Babbo Natale. E devo esser sincera, neppure a me è mai importato granché di sapere le condizioni psico-fisiche in cui tu ti trovassi. Ma gli anni passano, passano per me, credo dunque passino anche per te e mentre comincio a sentirmi vecchia dentro, immagino te sempre più vecchio fuori. Babbo Natale, ma tu sei mai stato giovane? Perché, nell’immaginario collettivo, sei nato già vecchio? Qual è la morale celata dietro gli innumerevoli anni che indossi nascosti dietro il candore della tua barba bianca che odora di naftalina? Forse sei nato già avanti con gli anni, per far intendere ai bambini che gli anziani sono migliori dei giovani. Sì, credo sia questo il motivo: gli anziani sono buoni a dare e i giovani sono buoni a prendere. E poi magari da giovane non eri ancora babbo, del Natale poco t’interessava, dunque perché mostrare al mondo intero l’immagine del tempo in cui non fosti una figura esemplare, un modello da seguire? Vorrei sapere come stai, ora. Vorrei spalmarti sulla schiena un po’ di pomate per i dolori reumatici: a causa dei pacchi che porti addosso da anni, credo tu soffra di parecchi acciacchi. E poi vorrei spuntarti un po’ capelli e barba. Babbo Natale, ormai gli adolescenti seguono tutti il tuo esempio, non sfoltiscono più i peli che gli crescono in volto. Dacci un taglio, comincia tu! Vorrei dirti grazie, per i regali che non mi hai mai portato e per le innumerevoli volte in cui i più piccoli ti hanno aspettato. Babbo Natale, porta ai bambini carta e penna. Fa’ sì che non si disimpari a disegnare le lettere sui fogli bianchi, fa’ sì che noi adulti non ci nascondiamo dietro infinite schermate. Porta nelle case l’arte della calligrafia, o non vorrai mica che al posto delle letterine di Natale ti arrivino le mail di Natale? Insegna che la parola touch non è inseparabile da screen, ma che noi tutti siamo separabili dal touch screen e che dunque dovremmo imparare a toccare davvero con le mani, a stringere, a riempirle di qualsiasi cosa. Porta a noi adulti un po’ di voce, perché sappiamo far rumore con la bocca ma siamo sempre più incapaci di parlare. Potresti riportare le mezze stagioni? Gli autunni interminabili oltre a far cadere le foglie, fanno cadere anche le palle, così come le estati infinite e gli inverni che stentano ad arrivare ma che una volta giunti in casa, non vogliono più andare.

Babbo Natale, non sei Dio, so che non puoi incartare la pace e portarla in giro negli angoli di mondo in cui manca. So che nessun pacco regalo potrà mai contenere la calma che scarseggia negli umani e della quale io stessa avrei spesso bisogno.

So che le guerre continueranno, i disastri ambientali avverranno e non mi dilungo con la stesura della lista nera perché non credo sia il caso. Potresti però riprenderti un po’ di risvoltini ai pantaloni che negli anni hai portato, che qualche guerra interiore l’hanno causata e magari poteva essere evitata. Potresti riprenderti anche le mode strambe che coi tuoi regali hai nel tempo alimentato. Potresti prendere, prendere da noi tutti, invece di continuare a dare. Prendi tutto ciò che abbiamo, mettilo in un grande pacco regalo e dagli fuoco. Urlaci contro. Abbi il coraggio di dirci che, invece di chiedere a te, almeno una volta, a Natale, potremmo essere noi stessi a dare. E basta con questa storia che a Natale siamo tutti più buoni. Siamo sempre gli stessi. I difetti e le mancanze che avevamo il 24 dicembre, le avremo il 25, il 26 e anche il primo giorno del nuovo anno. Babbo Natale, ti prego. Fai in modo che cambiamo. Sii tu a scriverci stavolta, scrivici che a Natale, per 24 ore, vista la testata incapacità di essere più buoni, potremmo provare ad essere più felici. Chiedici di essere felici. Per sole 24 ore.

Sì, questo vorrei a Natale. Essere felice, tra persone felici.