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Eroica Fenice

la città in mezzo

Baudelaire, la città in mezzo, e poi noi

La città in mezzo

Così grande, chiassosa, intrecciata, percorsa da migliaia di grida

E poi noi.

Mi sei apparso, assiso in un soffio di silenzio, hai fermato il tempo che mi travolge.

Mi sei apparso, come fossi un’immagine antica e meravigliosa, come fossi stato tu il padrone del tempo, o creatura celeste: hai fermato il mio tempo, tenera illusione!

Avevi un dolore negli occhi, un dolore profondo, ed io bevevo, come  fosse un naufrago il mio cuore, la tua malinconia di tempesta, livido cielo, dai tuoi occhi e naufragando ancora in essi senza più ritorno…

Ma fu un attimo

La passione è dolore e la tua bellezza fuggitiva restò appena il tempo di un lampo di luce

Poi fu.

Ci ritroveremo mai, mia bella illusione?

Ci ritroveremo mai, ancora, divisi dalla folla che ci allontana, lontani da una folla che disperde nella piazza assordante le sue voci?

Incrocerai di nuovo, almeno un’altra volta, il tuo livido cielo ai miei occhi di naufraga?

Ci ritroveremo di nuovo seppure inconsapevolmente a condividere un soffio d’eterno racchiuso nel silenzio che la tua anima promana?

Attraverserai più queste strade così chiassose, ricolme di vite che ci ignorano?

Forse ti avrei parlato di tutti i miei fantasmi che stridono le loro catene sopra il mio cuore ferito, di ogni mia inquieta ora, delle mie notti insonni, di ogni tormento che mi sprofonda nel petto.

E ti avrei confessato del mio desiderio vagabondo di perdermi ancora nel tuo cielo livido, nella tempesta che giace nel fondo dei tuoi occhi.

Eppure temo che ancora l’ombra dei timori mi assalga e finirò  per tacere.

E così perfino la speranza mi guarda attraverso la maschera ambigua dell’inganno e si trasforma in follia!

E ho avuto lungo questi attimi lunghi come eterno quei certi versi di Baudelaire per la mente, declinati al mio caso:

 

La rue assourdissante autour de moi hurlait

[…]

Moi, je buvais, crispé comme un extravagant,

Dans son oeil, ciel livide où germe l’ouragan,

La douceur qui fascine et le plaisir qui tue.

[…]

Un éclair… puis la nuit! – Fugitive beauté

Dont le regard m’a fait soudainement renaître,

Ne te verrai-je plus que dans l’éternité?

[…]

Car j’ignore où tu fuis, tu ne sais où je vais,

O toi que j’eusse aimée, ô toi qui le savais!

[…]

Ailleurs, bein loin d’ici! trop tard! Jamais peut-être!

La città in mezzo. E poi noi.