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Eroica Fenice

Ciao Ciro

A distanza di pochi giorni dalla morte di Ciro Esposito risulta davvero difficile commentare l’accaduto ed inutile è mostrare l’immenso dispiacere alla famiglia di Ciro, che ora non ha più un figlio e delle nostre parole, dei nostri pensieri, non sa che farsene.

Un dolore senza fine, una perdita contro natura, una serie di domande senza risposte. Eppure continuiamo a fare striscioni allo stadio, a prendercela con gli Ultra che fanno maglie pro-Speziale. Ciro Esposito è morto, ma Suarez da i morsi a Chiellini, l’Italia non sfonda ai mondiali e Prandelli si dimette. Forse sarebbe più adeguato il silenzio, sarebbe la giusta reazione a tanta confusione mediatica e non.

Sono trascorsi due mesi e non sappiamo neanche cosa sia realmente accaduto. Perchè l’Italia è anche questo, processi che durano anni, dubbi normali su risposte prive di logica, vicende coperte di sabbia che fanno spazio a notizie di maggiore presa. Ed intendo l’Italia tutta, non solo il calcio, ma anche la politica, l’economia, l’istruzione. L’Italia che in alcune circostanze è in grado di fare solo rumore, puntare il dito contro dei controlli che non ci sono perchè hanno scelto di non farli esistere. La stessa Italia che nutre un web sempre più codardo che si riempie di insulti e minacce, di odio incomprensibile tra tifosi, di squadre sempre in lotta tra loro, tanto che ricordano le antiche guerre tra fazioni. La stessa Italia che sporca la carta stampata appiccando fuochi per saccheggiare dove trova notizia.

Una diffusa incertezza, una confusione di ideali, una società sempre più malata, sono il risultato di questa Italia corrotta e piena di mostri, dove il calcio è solo la punta di un Iceberg. Uno sport che ci vedeva brillare sui tacchetti di Maradona, ora ci vede fallire nell’ennesimo incidente da stadio. Perchè adesso non è più importante il talento naturale, la passione, le competenze naturali, ora ciò che conta sono i soldi, perchè ora non è più uno sport, ma un business.

E non c’è modo per guarire una mela marcia come questa, perciò l’unica cosa che mi sento di fare è dire ”Ciao Ciro”.

– Ciao Ciro –

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