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Estate: cosa succede quando le finestre sono aperte

Cari Amici

La vostra Redazione Eroica non vi abbandona nemmeno d’Estate e per tradizione vi dedica, come l’anno scorso, un articolo prettamente estivo.  Chi ve lo dedica  però sono di nuovo io, quindi, se vi stavate chiedendo che fine avessero fatto la mia famiglia, mia zia, e tutti i fantastici inquilini del mio palazzo, la vostra curiosità sarà subito soddisfatta (stanno tutti bene).

Questo articolo ha per oggetto ciò che succede quando arriva l’Estate e le finestre sono aperte: una porta sul Mondo si spalanca e sembra che tutto l’Universo e i suoi abitanti vogliano entrare pericolosamente nelle nostre case! Per esempio

Chi a casa propria non ha Il Vecchio Di Fronte? Sì, lo so, sembra un film famoso, ma il cinema qui non c’entra niente… o quasi; quando viene l’Estate e magari è sera o prima mattina, può capitare che ci troviamo abbandonati a dormire o a spanciarci per il gran caldo, magari abbiamo il letto proprio accanto alla porta-finestra, e magari stiamo godendo di quella breve e desiderata brezza così rara e agognata, che sposta le tende e rinfresca la stanza: proprio in quel momento ci giriamo verso la fonte di quell’arietta, apriamo gli occhi e ci ritroviamo Il Vecchio Di Fronte, una figura composita, in parte ringhiera, in parte gobba, in parte binocolo, che si trova casualmente a uscire sul balcone, ad affacciarsi, e a guardarci mentre ci arrotoliamo discinti e scomposti tra un lenzuolo che cade a terra, una mutanda e una camicia da notte sollevata, tanto da confonderci e da non capire più se è il Vecchio che è a casa nostra, se siamo noi che stiamo dormendo in mezzo alla strada, o se non stiamo dormendo per caso proprio a casa del Vecchio. Si parlava, appunto di cinema… il caro signore si gode lo spettacolo dalla prima fila, anzi, dal palchetto d’onore! Una variante a Il Vecchio Di Fronte è L’Ufficio Del Commercialista o Lo Studio Degli Avvocati Rampanti che fanno la pausa fuori al balcone.

Io le ho tutte e tre.

Quindi in pieno Luglio giro con pantaloni e dormo con shorts; poi, quando Il Vecchio va in vacanza e L’Ufficio dei Rampanti chiude, tiro fuori le camicie da notte o mi prendo il lusso di denudarmi senza serrare porte, tende e parasole e tirare su il ponte levatoio.

Passiamo all’aspetto acustico. 

Vivo in una zona trafficata, frequentata da giovani, che girano in macchina, coi finestrini aperti (il finestrino è la variante della finestra) pur avendo l’aria condizionata accesa, perché devono chiamare le ragazze, le devono conquistare con una canzone… il problema è che le vogliono conquistare tutte con la stessa canzone! Così parte in loop El perdòn con Enrique Iglesias che stava abbuscando, lo stanno mattando, Nickola che si strugge, esto non glie gusta, il padre non approva la relazione, il corazon che non manca mai, che la noches tiene frìo, e io, che in pieno Luglio non tengo frìo, vorrei fare qualcosa per questo dilaniamento.

Ancora, può capitare che io senta un grido rimbombare nel palazzo nelle ore più calde: mio zio si affaccia sul balcone mentre tutti dormono e grida “A cuciera”; traduco: 

“Grazie al Cielo è finalmente giunto il momento, dopo sedici anni che sto conservando i soldi in monetine da 1€, in un termos dell’acqua da spiaggia a fontana nascosto in cantina, che possa festeggiare il mio XXV anno di matrimonio esaudendo il sogno di mia moglie: regalarle un secondo viaggio di nozze in Crociera!”

Al pian terreno, che era sfitto, l’anno scorso è venuta ad abitare una signora un pochino… esuberante… esplosiva un po’ in tutte le manifestazioni – diciamo così – e anche “abbastanza curvy”. Poiché è Estate e fa molto caldo, la signora ha comprato per i suoi figli una di quelle piscinette gonfiabili per bambini; sarà un metro per un metro, in pratica una tinozza. Bene; ieri mattina ero intenta a studiare, quando ha squarciato l’aria un grido, seguito da un sonoro tonfo e un violento rumore di acque rovesciate. Corro ad affacciarmi e mi si presenta questa scena: la signora, magnifica nella sua florida prosperosità, e osé nel bikini colorato, si era capotata spiaggiandosi a gambe all’aria a causa del rinculo della piscina, quando si era seduta in quel bicchierino d’acqua.

 Come se non bastasse il torto della Sorte, nell’arco della stessa mattinata, la Signora subisce anche una gravissima offesa dalla vicina del piano di sopra, che le scuote la tovaglia piena dei resti del pasto in testa e fa apposta i piatti nel catino per poterle rovesciare il liquame nella piscina…! La Nostra Eroina, schiaffeggiata dal grave affronto, si alza dalla sedia e compone questo poema in versi alla volta della finestra della rivale:

Zozzosa, ‘nzevata, zingara fetosa, ‘sta criminale ************ ‘sta vaiassa, latrina, comm t si’ prmisa???!!! Mò t’a rong jo ‘na cos ‘n cap!! [‘Brutta sporcacciona di una vicina, abituata a vivere in maniera sordida, in un ambiente che hai reso a dir poco mefitico, come hai osato riversarmi bellamente le tue fetide abluzioni sul capo? Se non la smetti, dopo essere ricorsa a maniere più civili, ti ripagherò della stessa tua moneta, coprendoti la testa in maniera poco idillica’]” Ero al telefono in quel momento, e in pratica era lei, coi suoi decibel,  che parlava forbitamente col mio interlocutore. 

Poi ci sono io, che quando mi arriva la musica d’Estate da qualche fonte vicina, ma ignota, rimango scalza, eredità della Terra, e comincio a ballare a piedi nudi; una danza ancestrale, ascetica, scomposta, che ha qualcosa di tribale ma anche di sinistro, in uno svolazzo di gonne e kg di capelli inzuppati da uno stillio di sudore a litri.

Estate: cosa succede quando le finestre sono aperte

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