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Eroica Fenice

Giovani decessi e qualunquismo

Giovani decessi e qualunquismo, l’Italia sul Web

Ilaria Boemi, Lorenzo Toma, Lamberto Lucaccioni.
Vi ricordano qualcosa questi nomi? Lo spero, visto che sono i ragazzi le cui vite sono passate sotto il giudizio dell’intera opinione pubblica fino a qualche settimana fa. Diritto, quello di cianciare sulle altrui esistenza senza avere un reale quadro generale della situazione, di cui ormai ci si arrocca chiunque. D’altronde, a chi importa avere coscienza di ciò di cui si parla, quando si ha una connessione Adsl flat e un pomeriggio libero?
Gl’hanno dato tanti nomi: “vittime della droga” “poveri giovani ammazzati dalla loro stessa ignoranza” “corpi martoriati dall’incapacità di resistere ai richiami del male” e poi li hanno completamente rimossi, hanno lasciato scivolare via il loro ricordo.

Giovani decessi e qualunquismo, questi sono gli italiani sul Web

Presi senza alcun merito il ruolo di giudici, giuria e boia quando non avevano di meglio di fare, assumendo informazioni da una ricerca Facebook sui loro profili pubblici o da qualche articolo interessato a fare “click baiting” piuttosto che informazione, hanno lasciato perdere quando erano sazi per passare al prossimo caso mediatico succoso.
Le notizie, però, nella loro anima finiscono sempre col colpire la consapevolezza di qualcuno e questi fatti hanno sicuramente scatenato l’ansia di molti genitori. Davanti alla seria possibilità di concepire che il loro pargolo è un essere umano in grado di errare, avranno sicuramente scelto di vedere la questione unicamente dal loro punto di vista, negando a se stessi e alla proprie prole una discussione pratica.
“Tu stasera non esci!” e vaffanculo il dialogo tra le parti.

Il Cocoricò continua a rimanere chiuso, dopo la morte di Lamberto, ma ormai non importa più a nessuno perché chi doveva continuare a drogarsi ha già trovato un altro posto.
Certo, chiudere il locale non è stata una cattiva idea, anzi. Lo Stato ha dimostrato di essere sempre pronto a limitare le possibilità di chi non gestisce queste attività con cura, tenendo gli occhi bene aperti. Purtroppo, però, non è questa la soluzione finale.
Con Lorenzo, per la tristezza della “Vox Populi, Vox Dei”, è andata diversamente dal previsto. Il giovane salentino ha visto i suoi ultimi momenti durante ad una festa, stroncato da una malformazione cardiaca non riscontrata ed è venuto tragicamente a mancare. Un episodio che ci invita a riflettere sull’effimerità della vita e sul dolore dei suoi cari? No, una possibile notizia “bomba” per i maniaci dell’informazione e del commento pressappochista ad uso e consumo finita male.
Su Ilaria e la sua vita si è raggiunto l’apice dell’orrore, dopo aver parlato di questa ragazza con toni da melodramma televisivo, come se chi ne ha scritto la conoscesse dal vivo e sapesse tutto di lei, hanno semplicemente smesso di interessarsene. Non sto scherzando. Provate ad andare su Google News e cercare Ilaria Boemi, non troverete una notizia ulteriore a poco più della metà d’Agosto. Credete che tutto ciò sia avvenuto per il rispetto verso la ragazza, un voluto desiderio di non mercificare e mediacizzare la sua esistenza? Se, sognatori. Semplicemente la massa bramosa non era più tanto interessata e si è smesso di parlarne.
Storie diverse, avvenute in differenti zone del nostro paese, eppure con una sola, enorme, cosa in comune: l’essere vittime. Vittime della stupidità, dell’ignoranza.
Per ogni mille persone incapaci di accettare quanto la realtà della droga sia ormai consuetudine e quotidianità, quanto sia alto il quantitativo di droghe leggere e non consumato ogni giorno, ce ne sono dieci capaci di capire quanto sia inutile fingere di non vedere e sperare che presto passi, come se fosse una crisi adolescenziale, poiché l’idea rivoluzionaria sta nel prendere coscienza della situazione ed educare le nuove generazioni all’utilizzo delle sostanze stupefacenti.
Possono chiudere tutte le attività colpevoli di aver lasciato svolgere, volontariamente e non, attività illecite al suo interno e va pure bene, ma se pensate di fermare una tempesta d’acqua con un bicchiere forse è il caso che vi diate una svegliata.

Dire “No alla droga” è una cosa, dire “No, non ci credo che la gente si droga” è tutt’altra, impedire per ottusità un processo naturale verso un regime d’accettazione ed educazione delle droghe leggere e pesanti di cui tutti, ma proprio tutti, possiamo fare acquisto e consumo equivale a infilarsi le dita nelle orecchie e fare “Lalala” alla vostra onestà intellettuale.
Ed ogni volta in cui decidete di rimandare questo discorso, di far finta nulla, lasciando questi giovani impreparati a gestirsi da soli e ad andare verso la strada dell’uso incorretto delle droghe, ostacolando la strada verso la conoscenza, sarete i primi carnefici.