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Eroica Fenice

Gli studenti italiani a Berlin

Nell’ottobre 2011, catapultata da un mese in una metropoli bellissima, ma anche estremamente complessa come Berlino scrivevo questo sfogo. Il primo periodo di un’esperienza che poi si è rivelata incredibile ha prodotto infatti, com’è naturale, una serie di problemini legati al cambio di nazione e cultura.

Gli studenti italiani a Berlin si perdono sempre. Si perdono all’uscita della S- Bahn, si perdono nelle stazioni, si perdono nelle strade e nei parchi, si perdono nel centro commerciale “Alexa”, si perdono  nella loro stanza quando sono da soli.

Gli studenti italiani a Berlin hanno sempre problemi con la burocrazia…erano sicuri di abbandonare per alcuni mesi l’insopportabile burocrazia italiana e si ritrovano qui in un circolo infernale senza via d’ uscita, un labirinto di autorizzazioni, conferme che rimandano continuamente l’una all’altra: se non si ha la prima il gioco rimane fermo und es gibt keine Flexibilität.

Gli studenti italiani a Berlin non capiscono…non sanno parlare bene il tedesco, se la cavano anche male con l’inglese e preferiscono parlare con gli spagnoli in italiano. Da quando sono qui il verbo “capire” ha assunto tutto un altro significato.

Gli studenti italiani a Berlin aspettano sempre: aspettano le coincidenza tra la U e la S-Bahn che sicuramente hanno perso, aspettano invano qualcuno a cui venga in mente di darti una mano a portare 5 valigie per le scale di Ostkreuz, aspettano alla cassa del supermercato affollatissimo all’ora di punta, aspettano ore per fare la residenza e ore per fare l’immatricolazione all’università… ma soprattutto aspettano il semaforo. Si chiedono perché, anche quando non passa nessuno, dovrebbero stare fermi col semaforo rosso e non provare ad attraversare e non capiscono perché nella maggioranza dei casi per lunghi secondi il semaforo è rosso per tutti e nessuno può muoversi… vorrebbero attraversare, ma forse quando ci hanno provato hanno rischiato di essere investiti dalle auto che sfrecciano e non fanno caso a pedoni e biciclette. Ah, a proposito delle biciclette… sono l’ossessione dei berlinesi e la persecuzione degli studenti italiani. Continuamente si rischia di essere investiti dalle biciclette e non solo quando si sta camminando nella loro pista ciclabile… e poi come non parlare delle biciclette in S e U- Bahn: stai tornando a casa distrutto e il mondo sale con te nella metropolitana, non c’è lo spazio per mantenersi e respirare, ma stai sicuro che accanto a te ci saranno almeno 3 biciclette che occupano tutto lo spazio. Perché col gelo e le distanze berlinesi chi gira in bici dovrà necessariamente utilizzare anche la metro… con la bicicletta!

Gli studenti italiani a Berlin vivono di continui alti e bassi: un momento vorrebbero cambiare il mondo e si sentono capaci di tutto, il momento dopo possono scoppiare a piangere senza un apparente motivo.

Gli studenti italiani a Berlin sviluppano un incredibile  senso di attaccamento alla propria nazione: sono scappati dall’Italia sostenendo di non poter vivere più in un paese così caotico e disorganizzato, di non sopportare più tutto quello che ha a che fare con “un paese in cui non funziona niente”. Arrivano qui convinti che vivranno nel paese delle meraviglie, ma scoprono che è tutto totalmente diverso da come se lo immaginavano. Scoprono che esistono anche qui caos, disorganizzazione, ritardi e barriere architettoniche notevoli! Sentono la mancanza del “calore” e persino dell’ ”invadenza” nostrana…Si commuovono quando in un museo trovano un quadro che rappresenta un paesaggio italiano e si inferociscono quando qualcuno fa qualche battutina sugli italiani…Cercano di far capire ad alcuni tedeschi che Italia non è solo sinonimo di pizza, gelato (ad amici è capitato di essere identificati con il termine “vaniglia”!), mafia, bel tempo, Vaticano ( che poi proprio il Papa fino a prova contraria è vostro!), maschilismo e Berlusconi. La domanda di rito su Berlusconi arriverà sempre e quando rispondi che vorresti una domanda di riserva e che consideri l’argomento deprimente ti  guardano come se ti volessi disinteressare del tuo paese…ma poi pure se così fosse? Avremo il diritto di stare tranquilli almeno quando siamo all’estero o ci dobbiamo portare come una zavorra sempre tutti i problemi dell’Italia dietro?

Gli studenti italiani a Berlin disimparano a parlare. Dopo giorni trascorsi a parlare italiano, tedesco, inglese e sentendo per strada qualunque tipo di lingua come lo spagnolo, il vietnamita, il turco e il russo non capiscono più niente. Quando parlano in inglese pensano in tedesco e viceversa e dopo un po’ non ricordano nemmeno più le parole italiane. Il risultato è una terribile Mischung e la creazione di nuove lingue come il Deutschenglisch… nessuno capisce più niente, ma in compenso si ride parecchio.

Gli studenti italiani sono sconvolti dalle distanze berlinesi. Con una massima efficienza dei mezzi non potrai mai impiegare meno di 30 minuti per raggiungere qualunque posto… e per la solita legge di Murphy sicuramente la persona che vorresti incontrare abiterà ad estremo ovest, mentre tu vivi ad estremo est e ci metterai più di un’ora per raggiungerla.

Gli studenti italiani a Berlin si chiedono perché in metropolitana non parla mai nessuno…viaggi lunghissimi trascorrono senza sentire una parola, a volte è talmente silenzioso che puoi sentire i passi, la musica dalle cuffiette del tuo vicino o nel fine settimana, quando tutti sembrano finalmente vivi, si può distinguere il suono del sorseggiare della birra. Ma mai possibile che i berlinesi parlano tra di loro solo quando sono ubriachi?!

Gli studenti italiani a Berlin si chiedono perché i berlinesi non si baciano per salutarsi come si fa in tutti paesi europei… certo si abbracciano pure, ma da lontano!(Qualche erudito potrà ricordare la famosissima interpretazione di Pina Sinalefe e Maccio Capatonda in “Che caxxo dico” per capire in che modo si abbracciano i berlinesi… forse anche loro si vogliono bene al 40%)

Gli studenti italiani a Berlin hanno sempre freddo… nel mese di ottobre, quando qui si arriva anche a 0° camminano per strada avvolti in cappotti pesantissimi, sciarpa, cappello e guanti nemmeno fossero in Siberia, suscitando l’ilarità degli abitanti “autoctoni” che invece girano tranquillamente a mezze maniche. Se potessero gli italiani indosserebbero anche una coperta se non fosse che questo impedirebbe loro i movimenti. Gli italiani si sono convinti che i tedeschi abbiano sviluppato nei secoli degli ulteriori strati di pelle e che è solo per questo motivo che non soffrono il freddo… ad ogni modo, se già ad ottobre indossano gli indumenti più pesanti che posseggono, gli italiani si chiedono come faranno a sopravvivere nel mese di Dicembre, Gennaio e Febbraio….

Gli studenti italiani a Berlin si sentono spaesati anche solo alzando gli occhi al cielo… la città è così pianeggiante che la visione del cielo risulta incredibilmente ampliata.

Gli studenti italiani costruiscono giudizi, racconti, miti sulla vita berlinese, miti che saranno ben lieti di sfatare nel proseguimento della loro avventura in una città strana, multiforme ed instancabilmente pulsante, una città che giorno dopo giorno hanno imparato ad amare.

-Gli studenti italiani a Berlin-