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Eroica Fenice

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Inchiostro salvifico: un motivo per cui scrivere

Quando mi ritrovo a scrivere con una tazza di camomilla bollente in mano e le coperte fin sopra il naso, mi rendo conto che qualcosa in questa giornata è andato storto. Eppure, sono consapevole che potrebbe migliorare, considerando che finalmente riesco ad estrapolare i pensieri assillanti che si diramano fra i sentieri oscuri della mia mente e a dar loro voce, così che finalmente possa per me arrivare un attimo di sollievo. Il martellante peso delle parole, infatti, è ora impresso su carta: vi siete mai chiesti il motivo per cui, a volte, la penna “macchia”, lasciando il proprio segno indelebile sul foglio? Sono parole che tentano di fuggire, invano, rimanendo intrappolate in quel mondo senza spazio e senza tempoÈ la forza che esse impongono per evitare di essere scritte, per tornare ad esser nascoste nella mente dell’autore, come se fosse un principio di azione e reazione, di causa ed effetto.

Quando mi ritrovo a comporre rime, qualcosa in questa giornata è sicuramente andato storto. O forse è andato tremendamente per il verso giusto. Nel caso odierno, mi trovo nella prima situazione citata.

AAA cercasi sarto

Cosa devo fare? Vengono meno le mie certezze e non riesco più a ritrovare i capisaldi della mia esistenza. Come si cura un cuore smarrito? C’è forse bisogno di uno psicologo? Di uno psichiatra? Di un filosofo? Di un ingegnere? O forse di un sarto? Servirebbe proprio un sarto, in grado di ricucire tutte quelle ferite che, ahimè, circondano quell’organo che in molti oserebbero definire “di ghiaccio”. Cerco un sarto e cerco una guida virgiliana che aiuti il suo Dante ad uscire da questa selva oscura, perché a me tutto questo periodo sembra molto un labirinto. Qualsiasi strada io imbocchi, sembra non condurre ad alcuna meta positiva, oppure sembra riportare al punto di partenza. Giro in tondo alla ricerca di qualcosa, ma senza avere un obiettivo preciso. Mi han forse scambiato per uno dei personaggi dell’Orlando Furioso? Beh, che Ariosto sia un genio questo è più che certo, ma non vorrei essere nei panni di qualcuno di loro seriamente. Chi sopporterebbe poi Orlando?

Scrivere per salvarsi

Quando non sai come comportarti, quando non sai quale delle tante strade imboccare, oppure sei indeciso se continuare o meno il percorso che ormai hai intrapreso, scrivi. Probabilmente non è la migliore strategia del pianeta, ma almeno sei protetto. Le parole che componi fungono da scudo contro tutto il male che interiorizzi: la scrittura è la tua salvezza.

Ed è anche la mia.

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