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Eroica Fenice

Incontro Fatale: una storia scritta tra le righe

Un giovane entra in una libreria non molto affollata e gira tra le varie sezioni tematiche osservando libri di argomentazioni diverse, con l’aria di chi non sa di preciso di cosa interessarsi. Poi un titolo balza agli occhi dell’incuriosito “INCONTRO FATALE”, lo apre casualmente ed inizia a leggere:

Il giovane – “voglio innalzare per te, mia fata, mia amata un altare sotterraneo nel profondo della mia anima, nell’angolo più nero del mio cuore, fuori dai mondani desideri…..(il giovane avverte una presenza femminile, un ombra avvicinarsi, ma continua a leggere); la tua ombra brilla allungandosi e distendendosi, un fantasma di grazia e splendore…”

Il giovane si ferma ancora un istante distratto dalla presenza femminile che riflette più chiara la sua ombra sulle pile di libri esposti, alza lo sguardo indeciso, timoroso, quasi evasivo e, poi, vede chiaro innanzi a sé una ragazza bellissima, come non l’aveva mai vista prima, pallida in viso, splendente nella sua apparizione, “dai suoi lunghi capelli biondi ed ondulati, dal suo sguardo intenso e dai suoi abiti fuori dal tempo” . La ragazza con le sue mani lunghe ed affusolate gli cambia pagina in modo casuale e, senza osservare il libro, recita i versi scritti in esso:

La ragazza – “Lettore, hai qualche volta respirato con ebbrezza sottile l’incanto profondo e magico del passato che torna a vivere e ci inebria nel presente! Così l’amata coglie sul corpo amato il fiore squisito del ricordo. (La giovane donna afferra la mano del giovane e la stringe al suo  petto continuando) sono bella, o mortale, come sogno di pietra è il mio seno, cui volta a volta ciascuno si è scontrato. È fatto per ispirare al poeta un amore eterno, muto come la materia…(continuando a parlare lo conduce dinanzi alla cassa presso l’uscita della libreria), vieni… vieni con me, non temere, usciamo fuori da questo posto.” (Gli lascia la mano).

Il giovane si ritrova dinanzi alla cassa con in mano un libro, si distrae un attimo, va per voltarsi e lei non c’è più. Smarrito osserva la cassiera.

La cassiera – “signore, la vedo indeciso, ma lo vuole acquistare o no questo libro?”

Il giovane – “sì… sì certo scusi, ma ero in compagnia di una ragazza, era qui l’ha vista? (guardandosi, smarrito, intorno)”;

La cassiera – “ragazza, quale ragazza? Lei è solo… senta comunque sono 15 €, che fa lo prende? Ci sono altri clienti in attesa.”

Il giovane – “sì… sì certo (pagando), arrivederci signorina;”

La cassiera – “arrivederci e grazie (risponde seccata);”

“Il giovane all’uscita della libreria vede avanti a sé la bella e misteriosa ragazza che lo attende sorridendo:

Il giovane – “ah, eccoti, ma dove eri finita?”

La ragazza non parla ma indica il libro e lo induce a poggiare sulle sue mani il nuovo acquisto, poi lo apre casualmente e dalle tasche estrae un segnalibro naturale, una foglia d’albero, la pone tra le pagine del libro per poi richiuderlo, ed esclama: “ecco così ogni volta che lo aprirai ti ricorderai di me!“. Intanto da lontano una voce “Artù, Artù”. Il giovane, distratto dal richiamo, si volta di scatto per capirne la provenienza… è la voce di un amico:

L’amico –  “Artù ti osservavo da lontano, ma che fai parli da solo?”                                                                              

Il giovane Artù – “ma cosa dici amico mio, stavo in compagnia di…” (va per voltarsi ma non c’è nessuno);            

L’amico – “di chi? (Artù confuso non risponde), ma che ti prende, ti vedo confuso, hai qualcosa da raccontarmi?”

Artù camminando apre il libro nel punto esatto in cui era stato riposto il segnalibro dalla ragazza e sopra la foglia legge “La fata del lago dei desideri ti saluta per sempre”.

 L’amico – “ma che libro è? (gli sottrae il libro di mano e legge), contabilità di stato? E a che ti serve?”

I due amici continuano a parlare allontanandosi mentre dalla vetrata della libreria la ragazza misteriosa li osserva sorridendo, intanto da lontano un acuto vocale …..Viviana, Viviana.

– Incontro Fatale: una storia tra le righe –

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