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Eroica Fenice

maschere

Le maschere

Entrando nella grande sala addobbata con fruscianti ghirlande e variopinte stoffe per la festa del Carnevale, si sentì investito da un tripudio di luci e di colori e da una stravagante allegria in mezzo alle carnascialesche maschere che lo circondavano. Maschere variopinte, voci, risate, danze e musiche riempivano la sala. Non c’era il benché minimo punto di quella stanza che fosse in ombra, anche una piccola zona buia, tutto era illuminato dalle luci e messo in evidenza, manifestato senza la neppur minima intenzione e volontà di essere celato o di passare inosservato. C’erano tantissime persone e di conseguenza tantissimi vestiti confacentesi alla festa e tantissime maschere, nello stesso esatto numero delle persone. Di sicuro tra quella moltitudine di persone ce ne erano molte che conosceva, superficialmente, di vista, oppure persone che conosceva bene e con le quali aveva confidenza ed un certo grado di amicizia, persone insomma delle quali non sapeva tutto ma di certo, o almeno credeva, sapeva molto. Eppure, quelle stesse persone, ora, che fossero conoscenti o amici, ad un primo sguardo coperti dalle maschere non erano riconoscibili subito. C’erano tanti personaggi reali e fantastici e sembrava non esserci carattere dello scibile umano che lì mancasse. Li osservò tutti con attenzione, con l’intento e la curiosità di riuscire a riconoscerli, di riuscire a ricostituirne i tratti che dalle maschere ora erano nascosti, e riuscì ad ipotizzare, nella gran confusione di allegria che lì regnava, chi vi fosse sotto quelle maschere. Alcuni erano nascosti dietro il loro vero essere, altri celavano con qualcos’altro ciò che davvero erano. Un gioco delle parti sul grande palcoscenico del Mondo, si diceva, quella festa in maschera aveva generato; o forse aveva semplicemente ribaltato il concetto di finto e vero, di sincero e fasullo; aveva forse messo in mostra il non mostrato e manifestato con le maschere le maschere del quotidiano.

– Le maschere –