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Eroica Fenice

Nonna, buon compleanno!

Oggi ricorre il compleanno di mia nonna ed io mi sono svegliata con uno degli ultimi ricordi che ho di lei in testa.

Mia nonna ci ha lasciati qualche anno fa, malata di Alzheimer e di Parkinson da più di dieci anni, un anno dopo la morte di suo marito. Non riconosceva più nessuno dei suoi familiari ed ogni volta che doveva chiamarci faceva l’elenco di nomi che le passavano per la testa, senza azzeccare mai i nostri! Trascorreva la sua vita tra cure, abbracci, medicine, in una sorta di quieta sonnolenza che le illuminava il viso e si guardava intorno con lo stupore dei bambini per cui tutto è nuovo.

La sera in cui morì il nonno, la trovai dalla vicina in una stanzetta calda ed illuminata dalla luce gialla del neon. Mi avvicinai, sorridendo, alla sedia a rotelle dove stava, riscaldata  dalla sua copertina di pail a quadri rossi e verdi. Appena mi vide, mi chiese a bruciapelo dove fosse suo marito, chiamandolo per nome, nonostante da tempo credevo si fosse dimenticata della sua esistenza.

Rimasi interdetta.

Il viso di nonna era preoccupato, i suoi occhi scuri e caldi, del colore di un tramonto d’autunno, riflettevano lampi improvvisi di paura. Tacqui. Imbarazzata. Dispiaciuta. Ma lei mi venne in aiuto. Le si disegnò sul viso un sorriso dolcissimo e, piano piano, le scese sulla guancia una lacrima. Una sola. Silenziosa. Nonostante l’Alzheimer. Nonostante il Parkinson. Nonostante non ricordasse il suo nome né il mio, capì tutto. Da quella sera non le sentii più fare il nome del nonno e la vidi sorridere sempre di meno finché si addormentò anche lei.

Questo ricordo di nonna mi ha da sempre lasciato l’amaro e il miele in bocca.

L’amaro perché non si può far nulla contro la morte, il cui senso nessun vivente può capire, tranne che osservarla prendere le persone a noi care. Ad un certo punto loro sono semplicemente altro, sono altrove.

Il miele perché sapere che una donna è stata così legata ad un uomo da condividere con lui una vita intera, aldilà della malattia, della morte e del nulla, mi rincuora, mi fa sperare che ha ancora senso, oggi, parlare di amore con la A maiuscola, di devozione, di impegno.

Quando mi guardo attorno, vedo una moltitudine di esseri umani che sembra incapace di comunicare i propri sentimenti e, soprattutto, di essere sincera. 

Se una storia o un matrimonio finiscono, abbiamo il dovere verso noi stessi di prenderne atto e, perché no?, di chiudere uno stato che non ci soddisfa per andare avanti e realizzare noi stessi ma ho il dubbio che oggi questa libertà che ci siamo conquistati è diventata un alibi, perché la gente non prova neanche a far andare bene un rapporto. Ai primi battibecchi, ci si separa. Ai primi problemi, si divorzia! Una volta ci si faceva piacere tutto, e anche l’inammissibile, perché la coppia era intoccabile. Oggi non si mette il minimo impegno neanche nel prendere un caffè con qualcuno!

Traspare la voglia di vincere la solitudine tappandola con chiunque offra un po’ di calore, di cogliere l’attimo ed esaurirlo subito, ma non per viverlo appieno, per affogarvici. No, solo per evitare l’impegno, la telefonata del giorno dopo, le difficoltà da affrontare insieme, i mutui da pagare, i bambini da far crescere, i dialoghi, i litigi in cui si dice la verità che non si vuol sentire. Perché in fondo ci manca sempre qualcosa

Oggi chi inizia una relazione e intende seriamente portarla avanti sembra andare controcorrente. Chi arriva alla vecchiaia insieme al proprio consorte senza aver divorziato una sola volta sembra un marziano, chi ammette di amare qualcuno lascia perplessi. 

Siamo emancipati, siamo forti, siamo progressisti, amiamo il prossimo, ci poniamo problemi etici su amori omosessuali, adozioni, immigrati, aborti, eutanasia ed altro ma spesso non ci prendiamo la responsabilità di sfidare il niente, riempiendolo col tutto, ossiacon qualcuno (del nostro sesso o di quello opposto) con cui crescere, superare le difficoltà, sfumare i nostri difetti, tentare d’intraprendere un cammino insieme. O semplicemente essere. Essere se stessi,essere nel nostro lato oscuro, essere nelle nostre debolezze, essere nelle nostre richieste di aiuto, essere il meglio che possiamo essere.

Quanta paura di svelarci ci circonda!

L’amore è per gente coraggiosa, mai come adesso!

Oggi ricorre il compleanno di mia nonna. Una donna e una nonna coraggiosa. Una donna che ha amato. Una donna che non ha avuto paura di amare.

– Nonna, buon compleanno –