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Eroica Fenice

Notti

Notti di giorni imperfetti

Stanotte ti ho sognato. Uno di quei sogni che non ci puoi credere che non siano realtà, perchè ti sembra di avere tatto. Le persone le tocchi, bevi e il vetro dei bicchieri lo senti tra le labbra, il freddo ti fa stringere nelle spalle. Uno di quei sogni dove ad un certo punto ti accorgi che qualcosa non va, che non sei lì sul serio, e allora tenti di aggrapparti a qualunque cosa pur di non svegliarti, pur di restare lì ancora un minuto. Stanotte ho costruito uno di questi sogni, per te, affinchè tu potessi starci comodo dentro, a tuo agio. Bello come ti avevo lasciato nei miei ricordi, intatto. Il cuore non batteva, la mente volatilizzata. Ero solo tatto, tu solo corpo. Niente sentimenti, niente rabbia per quel passato così pesante, niente speranze per il futuro, niente lacrime o sorrisi. Eravamo pelle contro pelle, radici di ginepri secolari ben piantati in terra e fango. Tutto ciò che era stato, non era. Tutto ciò che avrebbe potuto essere non c’importava. Eravamo in un unico istante, in un unico infinito istante. Ma quella realtà in cui mi hai lasciata tempo fa ha smontato tutto. Mi sono svegliata. Noi non c’eravamo. E con noi era svanito tutto quel tatto, tutto quel percepirsi. Al contrario, c’era tutto quello che il sogno non aveva. Tutte le sensazioni del mondo in un risveglio. E mi mancavi. Mancavi al sangue, al corpo, alla mente, a tutto ciò ho che ho. E a tutto ciò che nemmeno credevo di avere
Sono quelle notti da latte e cereali sul terrazzo aspettando l’alba. Quelle notti da Tubaskinny in sottofondo e discussioni che partono dall’etica della Arendt per arrivare a chiedersi perchè Pippo e Pluto, pur essendo due cani entrambi, hanno destini così diversi. Notti in cui “quasi quasi andrei a letto, tanto di albe ce ne saranno ancora tante…perchè aspettarla proprio stanotte?”. Sono quelle notti in cui mi diresti “Copriti che prendi freddo!” e io, non dandoti retta, sveglia il giorno dopo con la febbre, guarderei i tuoi occhi dirmi “Te l’avevo detto!” e le tue labbra dirmi “Stai a letto e riposati, penso a tutto io!“. Notti di lotte per quell’angolo di lenzuolo in più. Notti di “Ma così abbracciati, il lenzuolo a che ci serve?”. Sono quelle notti in cui maledico il non averti ancora incontrato.

Roberta Magliocca

–  Notti di giorni imperfetti –