Seguici e condividi:

Eroica Fenice

occhi sospesi

Occhi sospesi

Forse te ne sarai accorto persino tu, seduto al tuo posto, accanto a uno dei pilastri portanti del tendone. Avrai captato l’odore del cortocircuito che si irradia nell’aria, tutte le volte che la traiettoria dei loro sguardi si incrocia. Li avrai sorpresi a cercarsi in silenzio, ognuno dei due concentrato sul proprio ruolo: lei quello di acrobata sospesa a mezz’aria, lui quello di spettatore che si confonde tra gli altri.

Succede così, sai, da oltre quindici anni a questa parte: un incontro che brucia se stesso in un paio d’ore di una notte umida, e la promessa tacita di rivedersi, per continuare ad annusarsi da lontano, anche il Natale successivo, quando il circo riaprirà i suoi battenti.

Aveva sette anni, la prima volta che, con le carovane, decisero di fermarsi nella vostra città; lui una manciata di più, mentre sedeva composto tra sua madre e suo padre, metà del viso sprofondata in una nuvola di zucchero filato. Si riconobbero con gli occhi, anime mute che non parlano la stessa lingua, per agganciarsi l’uno all’altra, come faceva lei quando si lanciava nel vuoto per agguantare la barra metallica del trapezio.

Guardali oggi, raccontami quello che vedi. Certo, il corpo di lei è sbocciato, come la barba sul viso di lui, indisciplinata. Le unghie delle mani dell’uno raccontano di stanchezza e sudore, i capelli tirati sopra la testa dell’altra profumano di una vita gitana. Ma non c’è differenza tra gli occhi che si gettano addosso oggi, trattenendo il respiro mentre si frugano dentro, con quelli di ieri, che si sorridevano incantati dalla meraviglia dello spettacolo intorno. Certe alchimie sopravvivono soltanto perché eludono la realtà, la profanano. Ecco perché loro due preferiscono continuare a sfiorarsi nei pensieri, simulando l’amore: così lui continuerà a essere l’uomo rassicurante che la fa ridere anche quando fuori piove, e lei non cesserà mai di avvolgergli il corpo con i suoi capelli lunghissimi, capaci di nascondere i problemi e la noia.

Ti sarai trovato a comprare il biglietto per questo spettacolo, magari più di una volta nel corso degli ultimi anni, allora saprai di cosa ti sto parlando. Diversamente, potrà capitarti di incontrarli per caso, l’uno lontano dall’altra, in un attimo qualsiasi delle rispettive giornate. Scoprirai allora di quanta magia può lasciarsi alle spalle la vita vera: quella di un uomo dall’aspetto comune che torna a casa, ogni sera un po’ più solo e più ubriaco; quella di una donna bellissima, che parla e che scrive in sette lingue diverse, e non trova la voce per chiedere a se stessa di scendere dal trapezio, fermarsi. E, senza rimpianti, smettere di volare.

Alessandra Pepino nasce qualche anno fa in una casa zeppa di libri ed è con loro che continua a portare avanti, a tutt’oggi, una felice convivenza. Fa parte della Bottega della scrittura di Homo Scrivens.

– Occhi sospesi –