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Eroica Fenice

odi et amo

Odi et amo: una lettura psicoanalitica

Odi et amo. Si può introdurre con le parole del poeta latino Gaio Valerio Catullo questo argomento che ci accingiamo a trattare. Odi et amo, odio ed amore, sentimenti che razionalmente è impossibile trattare contemporaneamente, ma che con quella che è, mutuando un termine dalla psicoanalisi, la logica emozionale, è impossibile non concepire insieme: nell’inconscio l’amore e l’odio possono convivere ed è da questo concetto, estraneo alla ragione, che nascono dolorosi dissidi interiori.

La poesia inizia con una frase d’immediata pregnanza: odi et amo.

Sia l’elegia pretesto per parlare di sé o per mostrare la propria abilità scrittoria, il poeta lascia fuori dai suoi distici, la poesia civile, l’epos fine a se stesso.

Ma il tema civile si intreccia dolorosamente al tema personale.

Questo tema, eccoci di nuovo ai versi di odi et amo, è sempre legabile alla storia: è la corruzione di un mondo da cui Catullo vorrebbe allontanarsi a provocare il discidium della donna vittima inconsapevole di quel negotium.

Ecco allora il conflitto, il dissidio interiore, nel poeta elegiaco: non si può odiare sic et simpliciter la donna, non si può odiare la donna nel suo essere ontologico, ma si odia il suo essere per generalizzazioni: non si odia la donna, quindi, ma si odia l’impossibilità di amarla e l’impossibilità d’essere amato da lei.

Come si potrebbe desiderare d’amare chi si odia? “Odi et amo”: così si esprime la mente del poeta, “[…] Nescio, sed fieri sentio et excrucior”, la mente non lo capisce, ma ne prende atto e ne soffre.

La mente, intesa come parte razionale della psiche, non si rende conto, non sa catalogare un moto dell’anima vivente sul dualismo amore-odio, un amore ed un odio che, seppur oscillanti nel loro presentarsi al poeta, restano a convivere contemporaneamente, come sostrato del suo agire; convivono nella parte emozionale dell’io perché il soggetto di quel sentire è lo stesso e non vi è definitiva vittoria dell’uno sull’altro.

– Odi et amo: una lettura psicoanalitica –