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Eroica Fenice

Orrori in dialogo

Due amici si incontrano in mezzo alla strada, in un giorno qualunque.
A prima vista sembrano due persone normali se non fosse che il ragazzo con gli occhiali ha un piccolo difetto.
Ciao carisimo, come va? Da quanto tempo non ti vedei! – esordisce il ragazzo con gli occhiali.
Vorrei poter dire lo stesso – mugugna l’altro, sbuffando.
Ahahahah! Sei troppo ilarè!

Esatto cari lettori, è come state pensando. Il ragazzo con gli occhiali fa una valanga di errori grammaticali, ortografici, lessicali e quant’altro.
Sono cose che capitano nella vita, no?
– “Ilare”! “ILARE”. Senza l’accento.
– O capito, non ti scaldare amico!
– “HO” capito… è un verbo, devi metterci l’acca!
– Uuuuuuh ma come sei nervoso. Non ti hanno imparato a gestire la calma?
– “INSEGNATO”!
– Cosa?
– Si dice “insegnato”, non “imparato”.
– È la stesa cosa.
– “STESSA”… due “s”. Usale le doppie, dannazione.
– Ma sei proprio un ditatore. Non ti vergoni?
– “DITTATORE”… le doppie! DOPPIEEE.
– Dopie!
– “DOPPIE”!!!
– Lo sai che non mi fai più ridere? Qual’è il segreto per essere noioso come te?
– “QUAL È”. Senza apostrofo.
– Ora mi devi spiegare come fai a vedere l’apostrofo nela mia frase. Coragio.
– LE DOPPIE!!!
– No, no le dopie. Quelo l’o capito. Io mi riferivo all’apostròfo. Come fai a vederli nella mia frase? Eh? Eh? EH?
Le doppie… – il ragazzo senza occhiali porta la mano destra al petto, iniziando ad ansimare.
A furia di urlare, la voce gli è calata notevolmente ed è evidente che sta soffrendo.
– Le o capite le dopie!
– Le doppie… due “p”… i verbi…
– Ma ti diverti a fare il maestro che sa tuto di tuto?
– Tuto… mi viene da vomitare.
– Guarda se non fosti amico mio, ti avessi già pestato!
– I ver… le dop…
– Cosa c è? Ora non riuscissi neanche più a parlarmi? Temerai la mia vendetta di ora!
… aiut… – l’agonia ormai lo divora brutalmente.
– Coragio! Dimi! Perché fai questo drama? Se è uno scherzo sassi che non fa ridere.
– SASSI!? Che cavolo è SASSI?!
– Voce del verbo sapere, tempo…
– TEMPO SCEMO!
– Non ofendere i tempi!
– Non parlare più, per il bene dell’umanità e dell’italiano.
– Cosa voresti dirmi? Che non sono un itagliano vero?
– Il cuore…
– Hai problemi di Quore?
Sto morend… – il ragazzo sviene di colpo, cadendo rovinosamente al suolo.
L’amico con gli occhiali rimane perplesso, alza le spalle e si allontana brontolando fra sé e sé – Ogi cè gente che muoie di famme e lui pensa alle dopie, agli apostròfi e ad altre cavolfiorate simili. Che crescerebberesse! Oh!