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Eroica Fenice

perdita

Perdita: un vuoto incolmabile persistente

Vi siete mai chiesti cosa è una perdita?

Vi siete mai chiesti cosa comporta?

Ci svegliamo in un giorno che sembra essere come tanti altri. La nostra routine ci porta alla noia, i nostri pensieri all’angoscia, sempre gli stessi, i soliti di una vita che va avanti.

E d’un tratto siamo scossi. Qualcosa ci toglie quella patina di noia quotidiana dagli occhi e ci svegliamo.

Le lacrime amare scendono e solcano i nostri volti. Si poggiano sulle labbra livide e sono salate, ci portano a fare un ghigno e a strizzare gli occhi: non ci piace il loro sapore.

Abbiamo perso qualcuno. Qualcuno che sedeva su una delle nostre poltrone più importanti, sempre la stessa, che sapevamo essere solo la sua. Abbiamo perso quell’immagine di lui seduto comodamente ad accoglierci nella solita stanza dove sapevamo lo avremmo trovato.

E non importavano le parole, sapevamo che la nostra abitudine ci avrebbe condotti ad accomodarci in quella stessa stanza a sorridergli.

Guardavi le sue rughe del tempo passato sul suo volto, quello stesso volto che troppo raramente accarezzavi, e chissà quante altre storie, rispetto a quelle che ti raccontava, avevano da dirci.

Quegli occhi piccoli e scuri che cercavi di decifrare non riuscendovi mai, ti guardavano e nella loro silenziosa armonia ti tranquillizzavano.

E quelle labbra sottili, chiare come il colore del cielo un attimo prima del tramonto, non ti avevano mai deluso, ma anzi ti avevano sempre sorriso e sollevato.

E poi c’era la sua voce, labile, fioca, ma allo stesso tempo seria, dura, sicura. Non ti aveva mai detto fermati ma aveva sempre cercato le migliori parole per spronarti, tendendoti la mano perché le parole devono essere per forza accompagnate dalle azioni. Tendendoti la mano e accompagnandoti nel buio, che da piccoli ci fa sempre paura, per accendere lì in alto la luce, perché di nulla si deve avere timore.

La perdita comporta vuoto e mancanza. Giorni che trascorrono immobili. E freddi troppo rigidi da poter scaldare. La perdita comporta sensazioni di disorientamento in una città che abbiamo sempre vissuto e spaesamento in una casa dove siamo cresciuti.

La perdita comporta questo. Quando d’improvviso entrando in quella stanza ormai buia ti azzardi a sederti sulla sua amata poltrona, intoccabile. Timidamente tocchi i suoi braccioli e senti il suono della sua risata, ricordi la sensazione di stringere la sua mano e magicamente il suo profumo ti sveglia. Sei seduta sulla sua poltrona e capisci che la perdita è un’eco di immagini e sensazioni reali che non potrai perdere mai.

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