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Eroica Fenice

essere

Potrebbe essere: ciò che avrei voluto dirti

Oggi, signori lettori, riflettiamo. O, forse, abbiamo riflettuto fin troppo negli ultimi mesi, prima di giungere a questa condizione di accettazione e rassegnazione, la quale mi porta a scrivere di quelle esperienze, brevi o lunghe che siano, che segnano la nostra esistenza.

Vi è mai capitato? Quanto può essere paradossale la vita, in certe circostanze? Quante volte abbiamo bruciato occasioni senza neanche accorgercene? Magari quelle tappe avrebbero marcato la nostra essenza… potrebbe essere. Magari quelle occasioni da noi svalutate avrebbero potuto renderci felici… potrebbe essere.

Eppure non siamo qui per eventuali moralismi, per ribadire che alcuni treni non ripassano, perché effettivamente.. non è così. A volte ci imbattiamo in situazioni, in persone, in circostanze che, quando le viviamo, non riusciamo ad apprezzare. Ma non a causa della nostra cecità (cioè, anche), ma perché non siamo pronti ad accogliere tutta la bellezza che ci è stata offerta. La scambiamo per qualcosa di così frivolo, vano, scontato. Poi ci ripensiamo, quando la nostra mente finalmente riesce a far pace con il nostro cuore, e constatiamo quanto abbiamo perso.

È tutto chiaro: credevamo di voler qualcosa che in realtà non desideriamo e acquisiamo quell’ acutissima sensibilità che ci permette di vedere che quel che avevamo è quello che avremmo voluto avere se ci avessimo riflettuto più a lungo. Che si fa a quel punto? Non possiamo mica tornare indietro. No, assolutamente, non ci è concesso.

Il labirinto delle scelte

Eppure possiamo impugnare le redini della nostra esistenza e tentare di non sbagliare nuovamente. Ma anche questo, i nostri lettori sapranno, è relativo. Come facciamo ad accorgerci dei nostri passi falsi del passato? Come facciamo ad avere consapevolezza dei nostri errori per evitare di ricommetterli? Siamo ad un punto cruciale. Spesso non ci rendiamo neanche conto di commettere uno sbaglio. E perseveriamo in quel percorso che a noi sembra lecito, senza comprendere quante altre strade ci siano da imboccare, forse meno tortuose di quella che stiamo percorrendo. C’è un unico itinerario, il nostro, ma non riusciamo ad identificarlo. Siamo in un labirinto: dov’è l’uscita? Non possiamo tornare indietro, eliminando il momento in cui abbiamo spalancato una porta e deciso di imboccare quella via, ma possiamo ripercorrere il nostro percorso, arrivare al bivio che decretava quella famosa scelta e farla in modo giusto, per una volta.

Perché non esiste uomo più maturo di colui che ammette le proprie pecche e cerca di compensarle; di chi sa tornare indietro, pentirsi e rimediare; di chi lascia andare qualcuno, ma non si arrende fin quando non riesce a riottenerlo.

Forse il percorso giusto è quello che non abbiamo imboccatopotrebbe essere.

Forse la situazione giusta è quella che non abbiamo voluto viverepotrebbe essere.

Forse le circostanze giuste sono quelle che abbiamo evitatopotrebbe essere.

Forse la persona giusta è quella che abbiamo rifiutatopotrebbe essere.

 

Siamo tutti innamorati dell’idea che la nostra vita possa essere migliore: ci basta per continuare a sperare

 

Sono tutte le parole che ho sempre avuto bisogno di dire.

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