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Eroica Fenice

Quanto è bella l'estate

Quanto è bella l’estate, una bella stagione…davvero

Quanto è bella l’estate, umh?
Il sole, il mare, la spiaggia, gli amici, le vacanze, i viaggi
L’estate è proprio una bella stagione, davvero.
Una bella pausa dal lavoro o dallo studio e via a immergersi nelle acque cristalline… o quasi, anche lievemente trasparenti vanno bene.
Certo, magari è da evitare quella massa schiumosa che s’intravede in lontananza.
Oh no… una donna è appena stata punta da qualcosa e tutti iniziano a fuggire.
Per fortuna, se il mare non soddisfa, c’è sempre il meritato riposo sulla spiaggia.
Ed eccoti lì, disteso sul tuo lettino mezzo rotto (pagato più di due euro) con in mano un libro (sì, esistono ancora) pronto a immergerti in chissà quali avventure.

Bella domanda, quali avventure?
Di certo non quelle nel libro considerando che appena inizi a ricordarti come si legge, vieni prontamente e brutalmente colpito da una poderosa pallonata.
L’aspirante calciatore-killer ti fissa con palese disgusto, urlando di restituirgli il pallone.
Con molta fatica ti porti seduto sulla sdraio e, riluttante, gli consegni l’arma del delitto.
In quel momento ti rendi conto del perché il ragazzino ti scruta con disprezzo: grondi sudore da ogni singolo poro.

In effetti ci sono quarantaquattro gradi all’ombra (merito dell’anticiclone africano denominato Satana l’Infame) e purtroppo il mare è inagibile a causa di qualche mostro marino non identificato che continua a terrorizzare chiunque osi avvicinarsi alla battigia.
L’ombrellone è completamente inutile (la sua ombra è proiettata così lontana che neanche la vedi) e intanto ti ritrovi anche a boccheggiare.

Quanto è bella l’estate

Certo è proprio bella… il caldo soffocante, le spiagge pubbliche inagibili, il mare putrido, gli animali marini inferociti, i venditori abusivi che ti vedono boccheggiare e ti chiedono se ti serve un tatuaggio all’henné raffigurante una balena che sorride, i bagnini che dormono…
Ma per fortuna ecco arrivare l’illuminazione.
No, non è un colpo di sole… forse.
Ti alzi, abbandoni la sdraio arrugginita e vai via, lontano, verso la salvezza.
Esci dalla spiaggia e, ancora in costume, t’imbuchi nel primo negozio che trovi per strada.
Oltrepassata la soglia entri finalmente in contatto con la beatitudine.

L’aria condizionata del negozio ti avvolge e ti abbandoni in un lungo sospiro di goduria.
Ma non sei il solo… ti guardi e riconosci alcuni dei bagnanti della spiaggia appena abbandonata.
Già, sono tutti lì a godersi l’estate.

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