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Eroica Fenice

Sette divagazioni: viaggio tra le Sette meraviglie del mondo


Sette sono le meraviglie del mondo, 7 sono i peccati capitali, un peccato dentro ogni meraviglia.

Una sera, affacciandomi alla finestra di casa, che dava su un fitto bosco, cominciai a fissarlo e divagai con i miei pensieri più reconditi. In particolar modo riflettevo su un libro che avevo letto la sera prima, riguardante le descrizioni delle sette meraviglie del mondo. Dopo un po’ di tempo mi accorsi che quel bosco, via via che trascorreva il tempo, andava modificandosi e gli alberi cominciavano ad assumere l’aspetto di grandiosi edifici, sì, erano proprio le “Sette meraviglie del mondo” che davanti a me si materializzarono.

La visione mi fu chiara, vedevo questi enormi e mastodontiche strutture architettoniche che si estendevano su di una pavimentazione di marmo uno dietro l’altro. Trovai, appoggiata alla finestra, una scala, che iniziai a scendere, incuriosito da questa indescrivibile visione che si era mostrata dinanzi ai miei occhi. Una volta giù mi accorsi,
girandomi di scatto, che non c’era più il palazzo con la mia casa, rimasi meravigliato ma non
mi lasciai prendere dal panico. Cominciai la mia esplorazione pensando a come ad ogni meraviglia corrispondesse uno dei sette peccati capitali. 

Ammirando il “IL COLOSSO DI RODI” e percorrendo la scaletta a chiocciola interna, osservai da vicino quel mastodontico gigante di bronzo dallo sguardo fiero pieno di IRA. Uscito da quella meraviglia, fu la volta della “STATUA DI ZEUS” che, osservandola nel suo splendore e nella sua eccelsa staticità, notai in essa il sentimento dell’ACCIDIA, rivelatosi nell’inerzia dell’opera scultorea del grande Fidia.
Passeggiando per “I GIARDINI PENSILI DI BABILONIA”, mi estasiai osservando quegli
alberi e quelle piante, così rigogliose e cariche di frutta matura da non escludere la possibilità di un peccato di GOLA. Di lì a poco mi ritrovai senza accorgermene proprio di fronte al “MAUSOLEO DI ALICARNASSO”, dove nella splendida lavorazione dei fregi, e nella sua ermetica forma si ricordava la leggenda LUSSURIOSA che gli fu attribuita.
Da lontano mi misi ad osservare “LA PIRAMIDE DI CHEOPE” e provai gusto nell’avvicinarmi a quelle perfette dimensioni geometriche che racchiudevano e lo fanno tuttora, una chiusura che rifletteva L’AVARIZIA del faraone, il quale era l’unico potente in vita e in morte. Da lì fu facile raggiungere l’altissimo “FARO DI ALESSANDRIA”, da dove attraverso un immenso
scalone potei raggiungere l’altezza ed osservare il SUPERBO panorama visto dal lucernario posto in alto. Infine non mi restò che visitare “IL TEMPIO DI ARTEMIDE AD EFESO”, dove ricordandomi della sua storia posi attenzione su quello che era stato l’alternarsi di due dee, poi identificate nella stessa identità divina dando vita ad INVIDIE tra fazioni religiose contrapposte.

Dopo quest’ultimo fantastico capolavoro architettonico del genere umano cercai di ritrovare la strada di casa. Risalii la scaletta appoggiata alla mia finestra e, una volta sopra, mi risvegliai dalla visione di quelle meraviglie ritrovando dinanzi a me il fitto bosco d’alberi immerso nella quiete notturna. Tirando un sospiro di sollievo ringraziai il cielo di avere quella casetta e di non volerla in nessun modo paragonare alle 7 Sette meraviglie del mondo.

<h2> Sette divagazioni: viaggio tra le Sette me[crossword]raviglie del mondo</h2>

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