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Stupro correttivo: chi è contro natura?

Stupro correttivo: chi è contro natura?
Ad oggi è possibile che in terre come l’India, luogo dalla storia millenaria, coacervo di culture, religioni, filosofie, restino irrisolte le più feroci contraddizioni, antitesi insanabili, che sfociano in violenze incontrollate. Ad oggi è possibile tirare le somme e capire che c’è qualcosa che va cambiato, che alla base della civiltà un tarlo ha lavorato per lasciare uno squarcio che ad ogni strappo si allarga sul vuoto, che, quando la tela della società ha le maglie slabbrate, non si può coprire il difetto creando un rappezzo con ago e filo, nella speranza che tenga, o peggio ancora chiudere gli occhi e coprirli con le mani per non vedere.

Nel 2013, in India, viene decretato un inasprimento delle pene per i crimini sessuali: gli stupratori di donne potevano essere condannati a morte, come di fatto accadde a quattro uomini che violentarono una studentessa di 23 anni nel dicembre del 2012 e furono uccisi un anno dopo.
Amnesty International disse che non vi erano prove dell’effettivo potere deterrente della pena capitale, che altre erano le strade da perseguire, e a tutt’oggi l’India sembra avergli dato ragione. Nel 2014 si è registrata la cifra di 1700 stupri. Millesettecento, un numero enorme.

Il caso però si trasforma in denuncia sociale quando alle violenze occasionali, spesso di gruppo, si affianca l’uso dello stupro correttivo.
Lo stupro correttivo è una pratica utilizzata in molti paesi nel mondo come mezzo di cura per gli omosessuali, nella convinzione che essendo stuprati da una persona dell’altro sesso i loro istinti sessuali vengano “corretti”.
Sei gay in India? La tua famiglia ha il dovere di curarti. Sei una donna lesbica? Allora la tua cura sarà uno stupro correttivo programmato, magari a opera di un tuo cugino, molto spesso quello che fin dalla tua tenera età ti era stato assegnato come futuro marito. Ma la cosa potrebbe essere anche peggiore e renderti vittima del tuo stesso fratello. Se sei un uomo puoi essere tradito e stuprato dalla tua stessa madre.
Persone omosessuali, accusate di essere creature che vivono e perpetrano atti contro natura, diventano vittime reali di veri e propri reati che con la natura non hanno nulla a che fare.
Il Times of India comunica che secondo il collettivo LGBT in Telangana che si occupa di assistenza e aiuto, negli ultimi cinque anni sono stati segnalati 15 casi di stupro correttivo, tutti simili, tutti mostruosi, nessuno ha il coraggio di denunciare un membro della propria famiglia e cerca aiuto solo per fuggire. Inoltre questi restano i soli casi segnalati,di persone che hanno avuto la forza e il coraggio di chiedere aiuto. Si stima che molte di più siano le vittime di tali pratiche, incapaci di denunciare e di rivolgersi a una struttura di sostegno, molto spesso impossibilitate a farlo.
Il caso sociale non esplode, ma è diventato un caso culturale grazie alla filmmaker Deepthi Tadanki che sta realizzando il docufilm Satyavati, ispirato a fatti reali accaduti nel Bangalore, nonostante le difficoltà finanziarie per portarlo a termine, possibile che nessuno abbia a cuore la denuncia di fatti tanto crudeli che sono sotto gli occhi di tutti?

L’India non è l’unico paese in cui lo stupro correttivo risulta un abominio diffuso e perpetrato, non solo nell’ambito familiare. In Sud Africa, sembra incredibile, il paese di Nelson Mandela, dove l’abolizione di ogni discriminazione per l’orientamento sessuale era diventata un esempio per il mondo e per la civiltà, dove sono legali matrimoni fra persone dello stesso sesso, ecco scoppiare casi su casi nel corso degli anni, violenze, stupri, morti in nome della “normalità”, della “natura”, e il mondo continua a tenere le mani sugli occhi chiusi, sperando che la tela si rimargini da sola.
E se qualcuno, per gioco, iniziasse a farlo in Italia o in qualsiasi altro Paese occidentale? Se capitasse a tua figlia, a tuo fratello, al tuo vicino? Faresti qualcosa per aiutarlo?

Non si può curare un uomo perché è nato indiano o italiano, cinese o sudamericano, con tutto ciò che comporta per il suo corredo genetico. Non si può curare una persona perché è nata omosessuale, eterosessuale, o chi non accetta il proprio corpo perché non rispecchia la forma esatta per il contenuto che è la sua anima. Ma qualcosa si può, si deve fare. Si può curare il pregiudizio, si può curare l’odio, l’ignoranza, l’inconsapevolezza, l’indifferenza. Perché questo, si, uccide.

Stupro correttivo: chi è contro natura?