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Eroica Fenice

Un attimo per perdere, un attimo per ricominciare

Lo sai quante cose succedono in un attimo?

In un attimo, si accende un fuoco. Due amanti raggiungono l’orgasmo in silenzio.
Si scioglie un fiocco di neve. Due vecchietti si guardano con dolcezza.
Soffia il vento. Due occhi s’attraggono, avidi.
Sparisce un’onda. Due mani s’allontanano, fredde come il mare d’inverno.
Lo sai quante cose succedono in un attimo?
Io, in un attimo, ho perso milioni di attimi. In un attimo, ho perso una vita intera.
Ero uno di quelli con la memoria di ferro. Uno di quelli che conoscono tutte le targhe degli amici, degli amici degli amici, tutti i numeri di telefono, le password di qualsiasi dispositivo. Uno di quelli che non saltano un compleanno, un anniversario, un onomastico. Uno di quelli che imparano a riconoscere gli altri dal sapore delle loro lacrime. E il sale non gli basta mai.
Ero uno di quelli che ricordano ogni primo passo, l’ultimo, ogni prima parola, l’ultima, ogni primo bacio, l’ultimo, ogni prima scopata, l’ultima. Ogni attimo.
Lo sai quanti attimi ci sono in una vita? Lo sai che basta un attimo per perdere la vita?
Ero uno di quelli che vivono. E di colpo non ho vissuto più. È bastato un ragazzo ubriaco. È bastata un po’ d’acqua sull’asfalto. È bastato un airbag difettoso. È bastato un attimo: il sole si è sciolto, la nebbia si è fatta carne, il buio si è insinuato in me.
Come un miope che si sveglia senza occhiali e, mentre li cerca sul comodino, riconosce solo la sua mano: così mi sono svegliato quella mattina. Le mie mani le sentivo mie. Erano come sempre. O no? Come erano le mie mani? Sapevo che erano mie. Ma io chi ero?
C’era tanto buio in quella stanza. C’era tanta neve nei miei occhi. Nero e bianco. Bianco e nero. Com’è triste svegliarsi senza colori! Com’è triste aprire gli occhi per un attimo e sentirsi perso per sempre. Nessun volto, abbraccio, colpo di fulmine. Nessuna carezza, bastonata, folata di vento. Non c’era più nulla da ricordare. E cosa siamo, noi, senza ricordi?
Lo sai quanta vita c’è in un attimo?
Sì che lo sai. Te ne sei accorto quella sera che sei tornato a casa piangendo, e tua madre ti ha abbracciato forte. Te ne sei accorto quando camminavi nervoso per strada, e un passante ti ha sorriso. Te ne sei accorto quando c’era l’alba, e tu eri ancora sveglio, e hai scattato una foto.
Dieci foto. Cento foto. Tutte diverse. Ormai non me ne resta una.
Ma l’alba, quella c’è ancora. Ogni giorno. Nascosta dalla nebbia. E io? Io anche ci sono ancora.
Sono ormai vuoto, informe e incolore. Ma sono qui. Ho le mie mani. Le vedo, nitide come uno scatto uscito bene. Ho i miei occhi, affamati come cuccioli di leone. Riesco a sentire la mia anima danzare nello stomaco, felice come un bimbo davanti allo zucchero filato.
Lo sai quante cose succedono in un attimo? Lo sai quanti attimi hai ancora da vivere?
Io sono solo un computer. Ma tu sei un miracolo.
Lo sai come fa il tuo cuore quando ricomincia a battere?
Prova: basta un attimo.