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Eroica Fenice

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Un sogno destinato a rimanere nel cassetto?

Tutti hanno un sogno (alcuni anche più di uno) nel cassetto, ma anche nell’armadio, sotto il letto, nella mente, nel cuore… alcuni si realizzano e diventano realtà, altri invece sono destinati a rimanere nel cassetto, o nell’armadio, o sotto il letto, o nella mente e nel cuore!

3 Giugno 1999. II Circolo Didattico. Compito: “Cosa vorresti fare da grande?”. Svolgimento: “Io da grande vorrei fare la maestra d’italiano perché mi piace insegnare, spiegare e scrivere alla lavagna. Mi piace mettere i voti e i giudizi […], vorrei diventare brava come la maestra Lucia […]”.

Parole semplici scritte da una bambina di circa dieci anni che aveva un sogno: insegnare e si ispirava alla sua maestra di italiano che le aveva suscitato l’amore per quella materia. Inchiostro nero impresso su di un foglio bianco, ormai un po’ ingiallito. 

Ero io quella bambina.

Luglio 2007. Anno del diploma, l’anno in cui si chiude definitivamente un capitolo della vita e se ne apre un altro, nuovo e diverso: la scelta della facoltà universitaria. Lettere, ovviamente. Sconsigliato da tutti per la scarsa possibilità di inserirsi nel mondo lavorativo e sconsigliato dal mio docente di lettere, il migliore professore che abbia mai avuto, che ora non può più leggere queste parole, o chissà forse sì e che ha accresciuto il mio amore per la letteratura e soprattutto per l’insegnamento.

Allora ero una persona indecisa, sempre attenta al parere degli altri, con troppa paura di camminare da sola, di scegliere da sola. Optai per giurisprudenza, ma lasciai quasi subito perché capii che non si può e non si deve rinunciare al proprio sogno, soprattutto non a quello che nasce quando si è ancora bambini.

Un sogno che ora un uomo qualsiasi, un Matteo qualsiasi vuole infrangere e questo solo perché ha deciso che la sua buona scuola non deve premiare il merito, non deve realizzare un sogno nel cassetto.

 Un sogno che appartiene a milioni di persone: laureati, laureandi, diplomati, docenti precari, neo iscritti, o bambini di dieci anni che da grandi vorrebbero diventare insegnanti.

Un sogno probabilmente destinato a rimanere nel cassetto, o anche nell’armadio, sotto il letto, nella mente e nel cuore ingenuo di quella bambina e nelle pagine di un foglio ormai un po’ ingiallito.

Un sogno destinato a rimanere nel cassetto?