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Eroica Fenice

una casa nel bosco

Una casa nel bosco: un luogo in uno spazio senza tempo

Una casa nel bosco, un calendario con una data, 24 Maggio 1915, un orologio che segna le 9:15.

In una casa rurale in pietra immersa in una vallata boschiva del sud Italia, vive una famiglia unita e serena. Una donna sorridente si affaccia dall’uscio di casa per osservare il marito intento a spaccare con un’ascia dei tronchi d’albero. L’uomo distoglie il suo sguardo, sorridendo alla moglie. Tutto sembra scorrere nella normalità quotidiana quando inaspettatamente arriva il postino su di una bici. L’uomo sferra un colpo decisivo spaccando in due parti il tronco, e gettata l’ascia sul prato, [il postino gli porge una lettera, l’uomo prende la lettera che il postino gli porge e attende questi una mancia che mai arriverà. La lettera che ha tra le mani lo invita a presentarsi al distretto militare più vicino, si tratta di un richiamo alle armi, la guerra mondiale è ormai alle porte. Si asciuga il sudore preoccupato perché sa di dover lasciare la sua famiglia andando incontro ad un destino incerto. In modo silenzioso entra in casa senza proferire parola con la moglie ma mostrandole la lettera mentre frettolosamente fa il suo bagaglio e osserva prima d’andar via una libreria. Entra nella stanza da letto dove la piccola figlia dorme ancora nel lettone, le bacia la fronte accarezzandole i riccioli d’oro, e va via lasciando un regalo accanto al suo viso, un orsacchiotto di pezza. Uscendo di casa incrocia lo sguardo della sua giovane moglie, il suo sguardo è perso nel vuoto, tra loro un ultimo abbraccio. L’uomo si allontana senza proferire parola e senza voltarsi ma con il dolore nell’anima.

La bambina al risveglio abbraccia forte l’orsacchiotto. È felice. Correndo cerca il padre. Esce di casa ma non lo trova e, nella fretta della sua corsa, cade per le scale in pietra. L’urto è violento, la bambina piange in modo disperato e la madre correndo la ritrova stesa per terra.

Anna Annaaa, Dio santo sei caduta! Dio mio dobbiamo correre dal dottore”.

Sotto una pioggia ininterrotta, la donna afferra la bambina tra le braccia, in fretta sale sul suo calesse dirigendosi dal medico e, giunta al suo studio, bussa in fretta alla sua porta. Il medico la fa accomodare visitando la bambina riscontrandole un grave trauma oculare.

“Ciao piccola, dai fatti visitare!”

“Dottore…dottore perché non ci vedo…mi fa vedere?”

Il medico visita la bambina, poi terminata la visita parla in disparte con la madre.

“Mi dispiace signora, sua figlia durante la caduta ha subìto un grave trauma cerebrale che ha interessato la vista, al momento non vede, ma nell’arco di un tempo che non posso definirle potrebbe tornarle la vista. Ha bisogno d’affetto per superare questo momento si smarrimento. Le stia vicino”.

La madre singhiozza disperatamente mentre la bambina continua a ripetere la stessa frase: “Dottore mi fa vedere?”. Sempre più spaventata.

Trincea militare sul fronte di guerra, spari in lontananza e un continuo vociare, mentre l’uomo durante un attimo di tregua, si accovaccia a terra tentando di scrivere una lettere con una mano tremante e incerta, perdendosi nei ricordi felici vissuti con la sua famiglia. Pochi attimi poi viene ridestato da un richiamo all’ordine. Il postino con la sua lettera, durante il suo tragitto in bici, su una strada deserta di provincia si accascia a terra: una pallottola vagante ha messo fine al suo viaggio, ed un rigolo di sangue scorre sulla strada sterrata tingendo di rosso numerose lettere sparse a terra.

Il tempo passa impietoso e la casa nel bosco non sembra più la stessa. L’evidente stato di abbandono prevale sulla donna e la bambina, ognuna chiusa nel suo mondo immaginifico. La bambina immagina i momenti belli trascorsi in compagnia del padre a giocare davanti all’uscio di casa con una palla di pezza mentre la donna sogna ad occhi aperti i momenti i romantici dell’età giovanile in compagnia del suo amato marito ancora studente, come un indelebile ed eterno sigillo.

Ma un improvviso temporale notturno, con fulmini e tuoni, provoca un incendio devastante nel vicino bosco. La casa è circondata dalle fiamme e la donna abbracciata a sua figlia in un sonno profondo non si accorge in tempo delle fiamme che avvolgono l’appartamento. Poi l’odore di bruciato, il caldo improvviso ed insopportabile ridestano la madre e sua figlia che di lì a pochi attimi svengono per l’esalazione di carbonio.

Ma accade qualcosa d’insolito: la madre e la bambina si risvegliano nel letto della loro casa al canto del gallo, il Sole è radioso come i loro visi, la madre accarezza la bambina e va a preparare la colazione. In una casa nel bosco, la vita sembra trascorrere come sempre, nella monotonia di giorni tutti uguali.

L’uomo è di ritorno dal fronte, con l’aria provata di chi ha visto l’orrore di una guerra che lo ha messo a dura prova. L’uomo giunto nel luogo in cui sorgeva la casa, osserva un cumulo di pietre deserte e tutt’intorno vegetazione bruciata, rabbuiato e triste pone la sua mano su una profonda ferita all’altezza del cuore, la ferita sanguina, come le sue lacrime, si inginocchia e prega intensamente abbandonandosi alle sue stesse preghiere…riapre gli occhi e rivede la sua casa immersa nel bosco così come l’aveva lasciata, sua moglie sull’uscio che gli sorride ed è felice di riaverlo. Gli corre incontro gridando il suo nome, la piccola nel suo letto è vivace e osserva la sua stanza in tutta la sua grandezza.

Una casa nel bosco, un calendario con una data 24 Maggio, un orologio che segna le 9:15…sempre la stessa!

L’amore di una famiglia riesce a sconfiggere il dolore del distacco nella speranza sempre accesa di ritrovarsi, mentre il tempo scandisce un ritmo costante e infinito senza mai scalfire i sentimenti più profondi che vanno oltre la linea di separazione tra la vita e la morte, oltre il tempo stesso, attraverso un abbraccio infinito”.

-Una casa nel bosco: “un luogo dove il tempo sembra fermarsi”-