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Eroica Fenice

Una luce dal passato

L’Aquila 6 Aprile 2009, poco dopo una forte scossa di terremoto, una giovane donna si aggira perduta per le disastrate vie della città. Camminando nota a terra un vecchio libro, forse perduto da qualcuno, lo raccoglie e nell’aprirlo trova nel suo interno un manoscritto piegato, un trascrizione su testimonianze del passato forse tratte dallo stesso libro, inizia la lettura:

Licilia…Licilia – una voce maschile riecheggiava il suo nome da lontano, ma la giovane e bella donna non si scompose, il suo sorriso risplendeva tra i lunghi e mossi capelli rossi, i suoi occhi spenti riempivano di colori il suo mondo interiore. Ma di lì a poco cominciò a percepire nell’aria una “disarmonia” nei suoni della natura, un boato poi un sussulto della terra, Licilia si allontanò velocemente da un colonnato instabile, e con il tatto, l’udito e la percezione di un luogo conosciuto riuscì a raggiungere un grande albero tra le terre, si raggomitolò sotto di esso tremante, ascoltava un vociare a distanza di gente inquieta, poi ravvisò un espansione della luce interiore e un caldo avvolgente che la portava via…via da Pompei (era il 79 d.c.).

La donna stacca gli occhi dal manoscritto lo ripone nel suo libro in un angolo di strada e ripete sussurrando:

“Devo lasciare L’Aquila…via da L’Aquila”.

La ragazza da quel giorno non ha più rivisto la sua città, è trascorso del tempo, ma oggi spera di ritornarci per vederla risplendere come nei lunghi anni trascorsi in sua compagnia!

“Ai terremoti non v’è rimedio alcuno. Se il cielo ci minaccia con le folgori, pure si trova scampo nelle caverne…..ma contro i terremoti non vale fuga, non giovano nascondigli – di “Francesco Petrarca” tratto dal “Secretum” dialogo 91.