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Eroica Fenice

pellicola

Una pellicola che non ha intenzione di fermarsi

Il pomeriggio del 31 dicembre è quasi sempre una pellicola che gira a rilento.

Ci avete mai pensato?

La famiglia è intrepida, tutti intenti a preparare: chi a dare ordini, chi a metterli in atto, tanti piccoli tasselli che andranno a costruire l’ultima notte dell’anno.

C’è chi dall’altra stanza della casa urla “li hai presi poi i fiori?”, c’è chi, invece, inizia a disperarsi perché le lenticchie non sembrano voler cuocere, e poi c’è la nonna, seduta sulla sua poltrona, sorridente, che guarda le sue figlie, tutte ritrovatesi quella sera nella sua casa; guarda i suoi nipoti ormai fatti grandi che fanno la maggior parte del lavoro, in quella emozionante serata.

Sta lì forse, intenta a ricordare quante notti di Capodanno ha trascorso insieme alla sua dolce metà che in questo di anno non è presente, di quando tempo fa quei nipoti, ormai più che ventenni, li teneva in braccio, per condurli con protezione al nuovo anno.

E la pellicola continua a girare, ci sono i maschi della famiglia che il più delle volte stanno vicino al camino, parlano di lavoro, parlando di come sia strano che il tempo di un anno sia praticamente volato.

La tavola è imbandita, da protagonista lo fa il colore rosso, da sempre portafortuna dicono, e chissà se crederci ma per non sbagliare, lo si mette sempre.

I primi piatti iniziano a comparire da una cucina ormai messa quasi a soqquadro, e con loro, le facce di coloro che quei piatti li hanno cucinati, attendendo il verdetto dei parenti intenti a gustarli. Ci sono complimenti ed anche le solite critiche di quei burloni che ci tengono a scherzare. Il caminetto continua ad ardere, la nonna è sempre quella che si preoccupa del fuoco, deve sempre esserci, non può smettere di emanare calore. Ed intanto i disorientati ed improvvisati chef della sera continuano ad entrare ed uscire da quella misteriosa cucina che chissà quante ne avrà viste.

La televisione continua a parlare, il volume è basso, ci si concentra sulle chiacchiere dei presenti: “allora? Com’è andato quest’anno?” lo si chiede sempre al più giovane, non manca mai. E lui già cosciente della frase risponde che sarebbe potuto andare meglio, che spera che questo nuovo anno vada nel migliore dei modi. D’altronde è lui quel futuro che si festeggia in quella notte e ,chissà come, chissà perchè la pellicola inizia a girare più in fretta dal momento della cena alla fatidica mezzanotte. Anzi corre. Come d’incanto sulla tavola compaiono i panettoni, i pandori, vedi i “cuochi” ormai adagiati e sollevati sulle loro sedie, ed è segno che l’ora x si sta per avvicinare. Il volume della televisione inizia ad alzarsi, ci si guarda più spesso in faccia, come se in quel minuto di attesa i volti potessero cambiare. Si inizia a pensare a chi c’era ed a chi c’è, per i più fragili qualche lacrima è sempre pronta a scendere.

In lontananza qualche botto è stato esploso prima del termine, chissà chi avrà sbagliato. Lo spumante è pronto in tavola, i bicchieri lo accerchiano, inizia il conto alla rovescia. L’attimo di ansia e di trepidazione in quei 60 secondi dove la pellicola si ferma. E ci sei tu, in piedi con il calice verso l’alto e guardi la tua famiglia. Sorridono, stanno contando, corrono verso questo nuovo anno che quante sorprese ci rivelerà.

Sei sollevato, sorridi forse per inerzia, sei anche un po’ spaventato.

MENO UNO, e tac, la pellicola rinizia a girare, il tappo porta fortuna dello spumante tocca sempre il soffitto, mai te, chissà cosa c’avrà contro di te.

Sei in un altro tempo, sei in un’altra pagina bianca tutta da scrivere, baci la nonna, sorridi agli zii, guardi con dolcezza mamma e papà, stringi tuo fratello e dentro te risuona “buon anno” e come ogni notte tra il 31 ed il primo ti auguri un in bocca al lupo.

Potrà sempre servire, chissà.

Una pellicola che non ha intenzione di fermarsi.

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