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Eroica Fenice

Una Vespa 50: un sogno per due


Una Vespa 50. Una vacanza romana. Una compagnia giusta.

Le dava un senso di vertigine la precarietà. Così si stringeva più forte, con i pugni chiusi di chi non si fida. Si stringeva più forte mentre notava con un sorriso che con fare incurante spingeva la testa all’indietro sfiorandole le labbra con il collo. Usava un dopobarba che profumava di buono. Profumava di lui. Si stringeva ancora più forte contro la sua schiena, con i suoi maledetti pugni sempre più stretti.

Diede una lieve accelerata alla Vespa. Il vento accarezzava la loro pelle. Inebriati nella loro libertà. I capelli di lei tenuti a bada dal casco gli colpivano il viso. Sorrise anche lui. La voglia di lasciarsi andare baciati dal sole della capitale. Percepiva i timori di lei. Li sentiva sulla pelle. Accelerò ancora costringendola a stringersi di più. Il vento gli portava in dono il suo profumo fruttato.

Testarda lei. Inaffidabile lui. A vederli così, perfetti.

Una Vespa 50. Una capitale. Una vacanza. Un amore. O, forse, no.

Per adesso si accontentava delle sue mani. Per un attimo i suoi pugni stretti avevano lasciato il posto alle carezze.

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Foto: Vespa 50, Manuel Tempestilli
Didascalia: Jundra Elce

-Una Vespa 50: un sogno per due-