Eroica Fenice

Attualità

Costa Concordia: dopo l’inchino, si rialza

La Costa Concordia si rialza. Due anni e mezzo dopo il disastro e la tragedia, la nave torna a galleggiare e per questa mattina è prevista la partenza, in direzione Genova, dove sarà completamente smantellata. La Costa Concordia è stato un componente di punta della sua flotta fin dal luglio 2006, quando fu inaugurata e classificata come una delle navi di maggiore tonnellaggio adibite al trasporto di passeggeri. Nel corso del suo servizio, la Concordia era già stata soggetta a incidenti, ma sempre di lieve entità. Nel novembre 2008, durante una crociera, una forte raffica di vento provocò l’urto della nave contro un bacino galleggiante, ormeggiato nel porto di Palermo. La nave riportò alcuni danni, che furono riparati in poche ore, sia a dritta che a prua e la crociera riprese senza particolari problemi. Nel maggio 2010, mentre la Concordia navigava al largo delle coste francesi, un passeggero russo cadde in mare, mentre si trovava su uno dei ponti. In questo caso l’incidente fu classificato come suicidio. Il 13 gennaio 2012 il disastroso incidente. La Costa Concordia si avvicina (troppo) all’isola del Giglio e urta uno degli scogli a pochi metri dalla costa dell’isola. Le conseguenze sono drammatiche: si crea uno squarcio di 70 metri nello scafo e la nave naufraga, portando alla morte 32 passeggeri. Le operazioni di recupero del relitto iniziano nel settembre 2013 e in pochi giorni la nave viene riportata in asse. Un mese fa la decisione del Consiglio dei Ministri che sancisce lo smembramento della Concordia nel porto di Genova. Le operazioni per far tornare a galleggiare il relitto sono iniziate da circa dieci giorni e per oggi è prevista la partenza per trasferire la nave dall’isola del Giglio a Genova. Nei giorni scorsi le incertezze sulla partenza, dovute prima al maltempo e poi al rallentamento dei lavori di recupero, i quali non hanno ancora portato alla riemersione totale del relitto. I programmi, però, dovrebbero essere rispettati proprio a partire da oggi. La nave transiterà verso Genova scortata da un’imbarcazione specializzata della marina francese, che offrirà il suo sostegno relativamente al transito e alla problematica dell’inquinamento, in particolare durante il passaggio della Concordia al largo dell’Alta Corsica. A questo proposito si sono pronunciati circa diciotto sindaci della Corsica, accusando l’Italia di aver operato con modalità poco chiare e definite nell’ambito della difesa dell’ambiente e di aver reso note le informazioni sulle operazioni di rimorchio e spostamento della nave soltanto a “fatto compiuto”. Essi chiedono che la rimozione e il trasferimento siano bloccati e rimandati a quando si avranno garanzie rispetto alla tutela ambientale. Ma, come di consueto, l’Italia si cimenta nella consolidata attività dello “scaricabarile”; per cui, al di là di polemiche, che siano esse fondate oppure sterili, le operazioni di rimozione della Costa Concordia si svolgeranno come previsto.  – Costa Concordia: dopo l’inchino, si rialza –

... continua la lettura
Nerd zone

Zuckerberg fa “assopigliatutto”

Il genio dei social network, Mark Zuckerberg, nel 2014 sta giocando ad “asso pigliatutto”. Negli ultimi mesi ha acquistato Instagram, l’ormai famosa app che permette di immortalarsi nella propria quotidianità e immortalare i propri interessi, applicare diversi filtri alle foto, per poi condividerli su una piattaforma ad essi riservata, con la possibilità di seguire gli altri utenti ed essere seguiti. Zuckerberg ha affermato di aver cercato a lungo il modo di offrire ai propri utenti un supporto adeguato per la condivisione delle foto e che ciò sarà appunto possibile grazie allo staff di Instagram, esperto nel campo, e alla popolarità e alla potenza di Facebook. È stata, poi, la volta di SnapChat, l’app di messaggistica istantanea nata nel 2011 e simile a WhatsApp o WeChat, su cui Zuckerberg aveva indirizzato le proprie mire; in questo caso, però, si era visto sbattere le porte in faccia, nonostante i quasi 4 miliardi di dollari offerti, con la risposta “SnapChat non è in vendita”. A un paio di mesi di distanza il colpo grosso: il giovane e ormai miliardario Zuckerberg, a febbraio, ha sborsato 19 miliardi di dollari per l’acquisto di WhatsApp, l’app di messaggistica instantanea che, nonostante la continua concorrenza, ha una crescita incessante e una diffusione sempre più ampia. L’ultima conquista di Zuckerberg, invece, risale a meno di tre mesi fa: si tratta di Oculus Rift, la startup che ha ideato occhiali per la realtà virtuale, pensati inizialmente per il mondo dei videogame e in parte per quello del cinema. Si tratterebbe della realizzazione di una cosiddetta “realtà aumentata”, che consentirebbe, ad esempio, il “gaming immersivo” e cioè la partecipazione virtuale al gioco da parte dei giocatori. Inizialmente Zuckerberg non aveva chiaramente definito quali sarebbero stati i suoi piani a riguardo e quale potesse essere in futuro la reale applicazione di una simile idea nella dimensione del social network, ma di sicuro questo suo ultimo investimento ha stuzzicato l’interesse e la curiosità di molti. In seguito all’annuncio dell’acquisizione, ad esempio, la risposta del presidente della Sony era stata l’annuncio del lancio del proprio visore per la realtà virtuale, Morpheus. Meno di un mese fa, le prime risposte ai dubbi sull’acquisto in questione. Dalla collaborazione tra gli staff di Facebook e Oculus Rift, starebbe nascendo un’esperienza MMO (Massive Multiplayer Online). Si tratterebbe, dunque, di un tentativo di realizzare esperienze di gioco (si pensi a “World of Warcraft” o a “Call of Duty”) rivolte a milioni di utenti. “Vogliamo mettere un miliardo di persone dentro una realtà virtuale” queste le parole dell’Amministratore Delegato di Oculus Brendan Iribe, il quale sostiene che non esiste ancora al mondo una rete abbastanza potente da implementare un simile progetto ma, appoggiarsi a Facebook, social network che conta sulla partecipazione di un miliardo di utenti, potrebbe essere un’ottima premessa. A quanto pare, dunque, il trentenne più geniale e ricco del momento, non smette di far parlare di sé e dei suoi progetti, deciso a sorprendere ancora, proiettando i suoi utenti in un mondo virtuale in continua evoluzione. Mark […]

... continua la lettura
Attualità

Queen of Bulsara: “God save the Queen”

Chi non ha mai ascoltato la celebre protesta “non ci sono più i cantanti di una volta!”? In anni recenti è nato un nuovo fenomeno, per far rivivere le emozioni o quantomeno la musica dei più grandi, come i Pink Floyd, i Beatles, i Led Zeppelin e i Queen: le tribute band. Esse in qualche caso si ispirano a band ancora attive, ma più frequentemente si rifanno ai grandi che hanno fatto la storia della musica e il cui abbandono dei palcoscenici ha lasciato l’amaro in bocca a vecchi e nuovi fan. Una tribute band, che negli ultimi anni si è fatta strada, prima in Campania e poi in giro per l’Italia e l’Europa, è quella dei “Queen of Bulsara”, che con concerti e serate in locali, piazze e teatri, propone veri e propri show, tenendo il pubblico ben lontano dalle consuete poltrone di velluto. La band nasce nel 2006, dall’idea del batterista Ottavio Liguori e presto prende forma con la partecipazione degli altri membri: Vito Di Costanzo alla chitarra, Stefano Di Meglio al basso, Salvio Schiano alle tastiere e l’energico e carismatico frontman, Vincenzo Castello, che rievoca con grande rispetto la figura dello straordinario e geniale Freddie Mercury, voce dei Queen. Nelle loro serate i Queen of Bulsara ripropongono grandi successi, ma anche brani meno noti, che i fan più severi dei Queen conoscono e apprezzano. Hanno un’energia travolgente, capace di avvicinare e interessare anche i più scettici, che spesso pensano a uno sterile scimmiottamento degli inimitabili Queen; in realtà la riproduzione di scenografie, i costumi e la stessa somiglianza del cantante con il grande Freddie, non sono che un’appendice alla loro bravura e passione per la musica e per i Queen. Ecco la chiacchierata fatta con il cantante Vincenzo Castello che ringraziamo per la disponibilità. Queen of Bulsara, la nostra intervista Perché proprio i Queen? Perché sono geniali e spettacolari, sensazionali ed emozionanti, coinvolgenti e trascinanti, sublimi ed eclettici, sbalorditivi e maestosi, struggenti, pazzeschi e preziosi: siamo innamorati della loro arte senza limiti. Cosa vi distingue, secondo te, dalle altre tribute band dei Queen e perché avete avuto molto più successo? Questo tributo, chiamato Queen of Bulsara (Farrokh Bulsara è il nome all’anagrafe di Freddie Mercury), è nato da questa passione ed ammirazione infinita nei confronti di leggende uniche della musica e delle loro opere: Freddie Mercury, Brian May, John Deacon e Roger Taylor. Siamo cinque musicisti e loro devoti fan, che, con impegno e voglia di stupire, celebrano dettagliatamente e professionalmente i propri idoli. Cerchiamo di condividere la passione per i Queen in un concerto loro dedicato da ogni punto di vista, proviamo a coinvolgere tutti i sensi e a creare un minimo di l’illusione di partecipare ad un loro live. L’unico successo è quello dei veri Queen: ciò che si ricorderà per sempre, sono giustamente e fortunatamente loro! Anche il fatto che siano fonte di ispirazione… ne è una chiara testimonianza. Pensi che abbiate già raggiunto il vostro massimo, o vi proponete margini di perfezionamento ed […]

... continua la lettura