Bene e Male in Death Note: la dualità nel mondo

Bene e Male in Death Note: la dualità nel mondo

Death Note è uno dei manga più noti dai lettori del genere, scritto da Tsugumi Ohba e Takeshi Obata. Protagonista della serie manga, adattata in anime e poi live-action, è Light Yagami, uno studente che trova “per caso” un quaderno soprannaturale: il Death Note. Questo quaderno permette di uccidere qualsiasi persona, semplicemente scrivendone il nome e scegliendone la causa di decesso. Il manga è amato per i temi che affronta, tra i quali: la giustizia, il potere, la dualità tra i personaggi e la moralità. In questo articolo vediamo insieme come viene affrontato il concetto di bene e male in Death Note.  

Bene e Male in Death Note: la dualità rappresentata dai personaggi  

I personaggi principali in Death Note sono Light Yagami (Kira) e L (Elle). Entrambi i personaggi hanno una propria idea di giustizia. Per Light Yagami la giustizia è uccidere coloro che, secondo il suo parere, se lo meritano e grazie all’uso del Death Note ucciderà i criminali per “pulire” il mondo dal male. Light si comporta, in tal modo, come un Dio che decide chi merita di restare in vita e chi no, senza capirne le motivazioni psicologiche o situazionali, pretendendo di essere l’unico che possa decidere sulla vita degli altri. In questo modo, però, diventa un megalomane, con sete di potere e giustizia, perdendo il controllo della sua razionalità e, soprattutto, della sua umanità. L, invece, è un detective molto astuto che ha come obiettivo quello di incastrare Kira e fermarlo una volta per tutte. L’idea di giustizia di L, infatti, è quella di mantenere l’ordine nel mondo e l’equilibrio tra bene e male, secondo quando dettato dalla legge. Infatti, L crede ciecamente nel sistema legale e nel diritto di ogni persona a ricevere il giusto ed equo processo. L’idea di bene e male in Death Note, dunque, è rappresentata dalla diversa idea di giustizia che rappresentano i due personaggi in antitesi. Per ognuno di loro, bene e male hanno diverse sfumature e ciò ci fa capire quanto questi due concetti, seppur in contrapposizione tra loro, siano abbastanza soggettivi, anche per due persone intelligenti in egual modo. 

Bene e male in Death Note: quando il potere devia la mente umana 

In Death Note possiamo notare quanto cambi l’idea di giustizia nel protagonista, man mano che utilizza il quaderno soprannaturale. I poteri di uno shinigami, il dio della morte, vengono trasferiti nelle mani di un umano come Light, uno studente modello dotato di estrema intelligenza. Inizialmente usato da Light con buone intenzioni ancora umane, come strumento per combattere i criminali, il potere dell’essere in grado di uccidere aumenta però in Light la sua megalomania, sfociando nell’irrazionalità del protagonista. La sete di potere conferita dal quaderno suscita in Light Yagami un desiderio di paragone a un Dio, essendo l’unico che può decidere chi e come far morire, che lo trasforma, però, in un dio egoista. In questo modo, bene e male in Death Note assumono una sfumatura diversa, facendoci chiedere: è giusto sacrificare pochi per il bene di molti? E chi ha il diritto di fare tale decisione? 

Conclusioni  

Bene e male in Death Note vengono esplorati dalla serie attraverso i personaggi principali, che ben rappresentano la dualità dei due concetti. La serie mette in discussione la validità del nostro pensiero personale su cosa sia giusto o sbagliato nelle scelte soggettive tra bene e male. Ci dimostra, in questo modo, quanto anche dei concetti così netti come bene e male, siano in realtà soggettivi e che azioni e intenzioni cambiano a seconda del punto di vista di ognuno di noi, sia interno che esterno ad esse. In conclusione, “Death Note” suggerisce che la vera giustizia non è mai semplice e mai unica e che il confine tra bene e male è spesso più sfumato di quanto possiamo pensare, in base all’interpretazione che ognuno di noi ne dà. 

Fonte immagine: Wikipedia

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