Il dossier “Relazioni al Senato”, pubblicato nei giorni scorsi, dedica per la prima volta un intero capitolo al settore dei giochi pubblici in Italia. Si tratta della prima Relazione annuale sul gioco pubblico prevista dal decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, che il Ministro dell’Economia e delle Finanze è tenuto a trasmettere alle Camere entro il 31 dicembre di ogni anno, con dati su raccolta, gettito erariale, tutela dei giocatori e stato delle concessioni.
Il documento, assegnato alla 6ª Commissione permanente del Senato, restituisce un quadro articolato di un comparto che negli ultimi anni ha attraversato una fase di profonda riorganizzazione, sia sul piano normativo che su quello tecnologico.
Il modello delle concessioni e i numeri del 2025
Il sistema italiano del gioco pubblico resta fondato sulla riserva legale dello Stato e sul modello concessorio, con operatori privati che gestiscono l’attività sotto il controllo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM). La riforma introdotta dal decreto legislativo n. 41/2024 ha portato, nel 2025, all’aggiudicazione di 52 nuove concessioni online a 46 operatori economici, generando un gettito erariale di 364 milioni di euro.
Per il comparto online, la Relazione parla di una crescita della raccolta del 20,9% nel triennio 2023-2025, con un aumento del gettito erariale del 27,4% nello stesso periodo. Diverso il discorso per gli apparecchi fisici da intrattenimento, che pur in contrazione strutturale continuano a rappresentare circa il 50% delle entrate complessive del settore, con un gettito 2025 pari a 5 miliardi di euro. Un andamento che il documento attribuisce a più fattori combinati: la pressione fiscale, le restrizioni orarie imposte a livello locale e il cambiamento delle abitudini di consumo nel periodo post-pandemico.
«I numeri raccontano un settore che si sta ridisegnando, non un settore in crisi», commenta Antonio Ginori, autore del sito Slot-Mania.it. «La crescita a doppia cifra dell’online e la tenuta della rete fisica, sia pure con un gettito in calo, mostrano due dinamiche parallele che vanno lette insieme, non in contrapposizione».
Tutela del giocatore, tra intelligenza artificiale e nuove soglie di attenzione
Un capitolo consistente della Relazione è dedicato agli strumenti di tutela del giocatore. Tra le misure indicate figurano gli alert automatici durante le sessioni di gioco, i messaggi informativi sui rischi, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dell’analisi predittiva comportamentale per individuare precocemente i profili di gioco problematico, oltre a misure rafforzate specifiche per la fascia d’età 18-24 anni.
«L’elemento più interessante è l’uso dell’analisi predittiva per intercettare i comportamenti a rischio prima che si consolidino. Significa passare da un approccio reattivo, che interviene quando il problema è già evidente, a uno preventivo. È un cambio di paradigma che il settore aspettava da tempo», continua ancora Ginori.
Il contrasto al gioco illegale e alle scommesse anomale
Sul fronte della legalità, la Relazione dà conto di un’intensificazione dei controlli da parte dell’ADM: nel solo 2025 sono stati inibiti 1.038 siti di gioco online non autorizzati, il 44% in più rispetto all’anno precedente. Il documento descrive inoltre le attività di contrasto alle scommesse anomale e al match-fixing, condotte in collaborazione con le Forze di Polizia e la Procura Generale del CONI.
«Il dato sui siti oscurati è significativo perché misura direttamente l’efficacia dei controlli, non solo l’esistenza delle norme», conclude Ginori. «Più cresce il mercato legale, più deve crescere di pari passo la capacità di individuare chi opera fuori dalle regole: sono due facce della stessa medaglia».
Nonostante le complessità legate alla frammentazione normativa a livello locale, in particolare per quanto riguarda la rete fisica, la Relazione descrive un’azione di governo orientata a bilanciare la sostenibilità industriale del comparto con la tutela della salute pubblica e della legalità.
Un equilibrio non semplice da mantenere, che il dossier presentato al Senato individua come la vera sfida dei prossimi anni per un settore che, tra digitalizzazione e nuovi strumenti di controllo, continua a ridefinire il proprio perimetro.

