Narrare il patrimonio museale: il Museo Egizio di Torino

Narrare il patrimonio museale: Il Museo Egizio di Torino

La rassegna “Narrare il patrimonio museale: Il Museo Egizio di Torino e le sfide del futuro. Ricerca, inclusione e transizione digitale“, che si è tenuta presso il Palazzo Donn’Anna il 20 gennaio, è servita a celebrare i 200 anni dalla sua fondazione, ospitando il direttore Christian Greco.

La Fondazione Ezio De Felice, con l’evento Narrare il patrimonio museale celebra il bicentenario del Museo Egizio di Torino, il museo più antico al mondo dedicato alla cultura egizia. L’incontro è nato da una collaborazione tra la Fondazione Ezio De Felice, il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. L’ospite principale è stato il direttore del Museo Christian Greco.

Storia del Museo Egizio in Narrare il patrimonio museale

Christian Greco, nella rassegna, ha cominciato il suo discorso partendo dalle tappe che hanno fatto diventare il Museo Egizio di Torino ciò che è oggi. All’inizio, il Museo ha avuto sede nel Collegio dei Nobili nell’800, poi ampliato. In seguito, ha aperto al pubblico nel 1832, esponendo non solo reperti egiziani, ma anche romani, pre romani e preistorici. Tra il 1903 e il 1937, gli studiosi Ernesto Schiaparelli e Giulio Farina hanno condotto degli scavi in Egitto, portando a Torino 30.000 reperti. Le sale del Museo sono state risistemate prima nel 1908, poi nel 1924, con la visita ufficiale del Re. Christian Greco ha spiegato che sono state fatte altre ristrutturazioni negli anni ’30 (con l’installazione della Pinacoteca) e negli anni ’80 (con l’inserimento dell’Ala Schiaparelli). Interessante è la ricomposizione del tempietto rupestre di Ellesija, donato dal Governo Egiziano per ringraziare gli italiani per aver salvato i templi nubiani dalle acque del lago Nasser. Dagli anni ’80, inoltre, grazie a un numero di visitatori più alto, è stato creato un nuovo percorso di visita che ha permesso di inserire nuovi spazi espositivi.

Innovazioni nella rassegna Narrare il patrimonio museale

Nell’incontro Narrare il patrimonio museale, Christian Greco ha fatto alcune proposte per migliorare il museo, in vista delle sfide future. Il progetto Archeologia Invisibile offre un nuovo modo per raccontare gli oggetti, collegando archeologia e tecnologia, per coinvolgere di più il pubblico e metterlo al corrente dei risultati della ricerca.

Christian Greco ha annunciato dei cambiamenti anche dal punto di vista architettonico. In questo senso, per una maggiore apertura verso la città e i suoi abitanti, si è deciso di creare due nuovi ingressi, in Via Duse e in Via Maria Vittoria. Ci sarà la riapertura del terzo piano del Museo, dedicato alla Galleria della Scrittura, in cui si analizzeranno le scritture dell’antico Egitto (geroglifico, ieratico, copto) e la figura dello scriba.

La Galleria dei Re sarà rinnovata, con tanto di restauro delle statue. Si prevede, inoltre, l’allestimento di un giardino egizio nella corte coperta e l’inserimento di una sala immersiva per esplorare l’antico Egitto in tutto il suo splendore.

Fonte immagine in evidenza: Fondazione De Felice

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